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Maddalena Urbani stroncata da un mix di sostanze: la chiamata ai soccorsi è arrivata troppo tardi?

L'autopsia effettuata sul corpo della ventenne ha evidenziato tracce di droga e psicofarmaci. La procura indaga su più fronti, anche sul ritardo nel chiedere aiuto dopo il malore

È stata uccisa da un mix di sostanze Maddalena Urbani, la ventenne trovata senza vita in un appartamento di via Vibo Mariano, sulla Cassia, lo scorso sabato. Per il medico legale che ha eseguito l’autopsia, nel corpo di “Malìa”, così la conoscevano a Perugia, dove abitava, ci sono infatti tracce di psicofarmaci e di droghe. Gli accertamenti sono ancora in corso, però, e le certezze a oggi sono poche.

Sulla morte della figlia di Carlo Urbani, il medico che per primo isolò il virus della Sars (lo stesso che lo uccise nel 2003) ci sono ancora molti punti oscuri, e la procura, coordinata dal pm Pietro Pollidori e dall’aggiunto Nunzia D’Elia, sta indagando su più fronti.

Quello principale è legato al 64enne di origini siriane che stava scontando i domiciliari nell’appartamento in cui Urbani è morta e che a casa teneva una dose di eroina, trovata dalla Squadra Mobile durante la perquisizione successiva al decesso. È stato lui a dare la droga a Urbani e all’amica con cui era arrivato da Perugia? La sostanza trovata in casa è la stessa che è stata ritrovata nel corpo della ragazza? E ancora: la visita era programmata per acquistare la droga e consumarla nell’appartamento?

Gli interrogativi senza risposta sono ancora diversi, anche se è certo che il 64enne, oggi in carcere, è accusato di spaccio e di morte in conseguenza di altro reato: l’interrogatorio di garanzia chiarirà se l’arresto verrà convalidato.

L’altro filone su cui la procura indaga è quello della chiamata ai soccorsi: quanto tempo è passato tra il malore di Urbani e la telefonata al 118, fatta proprio dal siriano? Gli inquirenti vogliono capire se sia stato perso tempo e se una eventuale reticenza a chiamare i soccorsi - e da parte di chi - abbia potuto causare la morte di Maddalena: una telefonata immediata avrebbe potuto salvarla? Nel caso in cui i sospetti si rivelassero fondati si potrebbe profilare il reato di omissione di soccorso.

Il terzo filone è legato all’amica di Urbani, già rientrata a Perugia. La posizione della ragazza è al vaglio, le dichiarazioni fatte sino a ora non sembrano fornire elementi chiarificatori su cosa sia effettivamente successo nei minuti precedenti e successivi alla morte di Maddalena. E ci sono poi contraddizioni con altre testimonianze che gli inquirenti stanno ancora raccogliendo, mentre si cerca di capire chi abbiano incontrato le due ragazze prima di salire nell'appartamento del siriano.

Gli amici e la famgilia di Malìa aspettano intanto di darle l'ultimo saluto. I funerali sono a oggi fissati al 3 aprile a Castelplanio, piccolo paese delle Marche in cui la ragazza è cresciuta, una comunità legatissima al medico eroe. Maddalena la conoscevano tutti, tanto giovane quanto fragile, desiderosa di trovare la sua indipendenza, molto amata ma anche duramente segnata dalla morte del papà.

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