Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca Esquilino

"Macchè razzista, c'ho gli adesivi antifascisti in cameretta"

Un caso di cattiva informazione: si era parlato di un nuovo episodio di razzismo e invece si sarebbe trattato di un regolamento di conti tra spacciatori e il presidente del Tribunale di Roma fa un appello ai giornalisti per non cavalcare ed esasperare le emozioni della gente

"Macchè razzista, c'ho pure gli adesivi antifascisti attaccati in cameretta", queste sono state le parole di Ivan Balzanella, il ragazzo ventenne sorpreso con accendino e bomboletta spray, pronta per essere trasformata in un lanciafiamme tascabile, e fermato dalla polizia in procinto di bruciare alcuni bengalesi all'Esquilino.

 Dal primo momento, forse un po' troppo avventatamente, si è subito parlato di aggressione a sfondo razziale, riconducendo l'episodio all'ennesimo atto di bullismo e al razzismo che serpeggia in Italia negli ultimi tempi, soprattutto nella Capitale, ancora di più nel rione Esquilino, punto di incontro di diverse etnie e nazionalità. Subito sui giornali sono apparse le foto segnaletiche del ventenne, mostrate dalla Polizia nella conferenza stampa assieme a una bomboletta spray tenuta in una mano, e nell'altra un accendino per mimare l'atto con cui il presunto razzista l'avrebbe trasformata in un'arma per bruciare le sue vittime. Si era parlato di un nuovo caso come quello di Nettuno, dove alcuni balordi avevano aggredito un immigrato sulla panchina della stazione "per provare un'emozione forte".

E invece no, non era razzismo. Il motivo dell'aggressione dell'Esquilino, secondo le parole del presidente del Tribunale di Roma Paolo De Fiore, sarebbe da ricondurre a un regolamento di conti tra spacciatori che si sarebbero contesi il territorio e l'accusato risulterebbe assolutamente incensurato.

Lo stesso De Fiore avrebbe fatto appello ai giornalisti ad una maggiore prudenza, per non cavalcare ed esasperare le emozioni della gente. Vittima di un piano prestabilito si dichiara l'accusato, che davanti alle telecamere di un'emittente nazionale avrebbe mostrato i lividi sul volto, frutto secondo lui dell'aggressione subita da parte di dieci bengalesi.

"La mia ex è di colore, il mio migliore amico pure" ha dichiarato mentre zoppicava sulle stampelle, nella speranza che qualcuno da qualche finestra dell'Esquilino abbia assistito al pestaggio nei suoi confronti. Ulteriori svolgimenti della vicenda sono previsti il prossimo 5 marzo, data in cui è stata fissata l'udienza di rinvio.
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