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Lunedì, 27 Giugno 2022
Cronaca

Morto a 20 anni in moto per una buca: a processo i responsabili della manutenzione della strada

Luca Tosi Brandi è morto nel dicembre del 2018. A distanza di quasi tre anni il gup di Roma ha rinviato a giudizio i rappresentanti della ditta che si occupava della strada

Nel dicembre del 2018 perse la vita in un incidente stradale dopo essere finito in una delle tante buche che costellano le strade di Roma. Oggi per la morte del ventenne Luca Tosi Brandi finiscono a processo con l'accusa di omicidio stradale due persone. Nello specifico, il rappresentante legale e il responsabile della sorveglianza della ditta che Roma Capitale aveva incaricato della manutenzione di quella strada in zona Labaro.

Luca Tosi Brandi, ventenne di Guidonia, è morto il 12 dicembre del 2018 mentre percorreva via del Labaro a bordo della sua moto. Stando a quanto ricostruito grazie a rilievi, perizie e accertamenti, una buca sulla strada gli ha fatto perdere il controllo facendolo finire contro un muro: un impatto violentissimo che lo ha ucciso poco dopo l'arrivo in ospedale.

Il processo partirà nel giugno del 2022: “È un fatto molto importante, perché finalmente riconosce una responsabilità non solo per la circolazione stradale ma anche per chi deve fare manutenzione - spiega l’avvocato Domenico Musicco, difensore della famiglia Tosi Brandi e rappresentante legale di Avisl Onlus (Associazione vittime incidenti stradali, sul lavoro e malasanità) - Implica anche un cambio di mentalità da parte dei giudici, che iniziano a punire comportamenti irresponsabili da parte della pubblica amministrazione. È fondamentale, se teniamo conto che il 30% degli incidenti è dovuto a carenze strutturali. È stato dimostrato tra l’altro che non è mai stato fatto nulla per quella strada, né prima né dopo l’incidente e la morte di Luca, visto che si sono limitati a transennarla soltanto un mese fa”.

La famiglia punta adesso sia alla condanna penale sia al risarcimento: “Non era mai accaduto che i tecnici della manutenzione stradale venissero rinviati a giudizio con un'accusa di omicidio stradale - prosegue Musicco - Significa che vi sono responsabilità non solo oggettive per chi è incaricato della messa in sicurezza e delle manutenzioni. Speriamo che si arrivi a una sentenza e che la sentenza faccia giurisprudenza: se inizieranno ad arrivare condanne per questo tipo di reati ci saranno maggiori responsabilità. È un buon segnale”.

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