Luca Sacchi, il fitness e le moto: chi era il 24enne ucciso per aver difeso la sua fidanzata

Il ragazzo abitava a pochi più di un chilometro dall'incrocio dove uno dei dei malviventi, che aveva rapinato la sua fidanzata, gli ha sparato in testa

Colli Albani è sotto choc. Luca Sacchi, alto, sportivo e conosciuto da gran parte del quartiere, è morto a soli 24 anni per aver difeso la sua fidanzata Anastasia, la ragazza che amava. Vittima di una rapina finita male, con un colpo di pistola sparato a brucia pelo che lo ha ferito mortalmente alla testa. 

Il ragazzo, che abitava con i genitori in via Vittorio Fiorini non lontano al luogo dell'omicidio, era figlio di un ristoratore del centro storico di Roma. Si era diplomato al liceo scientifico Kennedy e lavorava come personal trainer nella palestra di jujitsu dove era apprezzato e benvoluto. Fisico asciutto, sportivo, amava le moto e soprattutto la palestra e gli esercizi agli anelli. 

Era anche un esperto di lotta greco-romana e si allenava spesso nell'area attrezzi del Parco della Caffarella, poco distante dal luogo in cui è stato ucciso. 

Un destino crudele per il giovane che sul suo profilo Facebook postava video sulla legittima difesa e articoli di aggressioni subite da soggetti più deboli, controllori di bus, commercianti.

Subito dopo la notizia della tragica morte è iniziato un viavai di omaggi davanti al pub John Cabot. Un mazzo di rose rosse, margherite e gigli, alcune rose bianche. A deporre mazzi di fiori i cittadini che non conoscevano la vittima, gente che vive nel quartiere dove Luca è cresciuto. "Stava sempre insieme ad Anastasia", dicono. 

Sui social, tanti i commenti di cordoglio. "Addio Luchè. È stato un piacere ed un onore conoscerti. E come ci si poteva aspettare da te hai lottato fino alla fine. Sei un eroe. Ora potrai guardarci ed aiutarci a tutti noi da là sù. Soprattutto ai tuoi genitori. Rimarrai sempre nei nostri ricordi ma ancor più importante nei nostri cuori come la grande persona che eri", scrive Enrico. Gaetano invece posta una foto di gruppo e scrive: "Siamo tutti Luca Sacchi". 

I genitori di Luca hanno espresso il loro consenso alla donazione degli organi, se confermata l'idoneità del giovane all'eventuale prelievo per trapianto terapeutico.

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