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Martedì, 25 Gennaio 2022
Cronaca

Atac e Acea: i dirigenti delle due municipalizzate guadagnano quanto Obama

Cifre da record per stipendi che superano complessivamente i 37 milioni di euro mentre nella Regione circa 52mila lavoratori sono in cassa integrazione

Cifre record per gli stipendi dei dirigenti delle municipalizzate del Comune di Roma che superano addirittura quelle percepite dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e 7/8 volte più alte dei collaboratori più stretti di quest'ultimo. Salari che contrastano con i numeri della crisi e cui spesso non corrisponde un'altrettanta efficienza della società stessa. E' quanto emerge dallo studio "Uil, operazione trasparenza" della Uil Roma e Lazio condotto in collaborazione con l'Eures.

I DATI ACEA - Secondo lo studio, ammonta a più di 37 milioni di euro il totale delle retribuzioni dei dirigenti delle municipalizzate, con un compenso medio di circa 125mila euro. Il primato va all'amministratore delegato del gruppo Acea, Paolo Gallo, che si porta a casa ben 790mila euro lordi annui (addirittura 36mila in più rispetto allo scorso anno). Sempre nella stessa azienda, non se la passano male nemmeno il presidente Giancarlo Cremonesi e il presidente del collegio dei sindaci, Enrico Laghi: 408mila euro per il primo e 286mila per il secondo. Mentre è pari a 2 milioni di euro il costo dei 6 direttori dell'azienda.

I DATI ATAC - Anomalo anche il caso di Atac, con i suoi 85 dirigenti (1 ogni 130 dipendenti), con stipendi dai 325mila agli 80mila euro per un totale di circa 13 milioni. Tra questi spicca ovviamente il maxi-compenso di Antonio Abate a cui, tra stipendio e incentivi, spettano circa 325mila euro, mentre il neo presidente Roberto Grappelli ne percepisce 79mila.

IL COMMENTO - Dallo studio emerge inoltre una scarsa presenza femminile nelle municipalizzate capitoline, pari al 26,3% tra gli organismi di vigilanza e consiglieri, al 15,3% tra i dirigenti e all'11% tra gli amministratori. "Abbiamo casi di dirigenti con lo stesso stipendio del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e altri in cui tale compenso viene quasi doppiato come il caso dell'Acea" commenta il segretario Uil Roma e Lazio, Pierpaolo Bombardieri. "Riteniamo quindi che non sia più tollerabile, né questo trattamento economico, né lo spropositato numero di dirigenti che nella maggior parte dei casi non hanno neanche mai fatto un concorso. Nel contempo abbiamo migliaia di lavoratori che continuano a vivere con poco più di 1.000 euro al mese.

Nel Lazio abbiamo 52mila lavoratori in cassa integrazione" prosegue Bombardieri "una percentuale di disoccupati tra le più alte d'Italia e, come nel caso di Atac, lavoratori in sciopero per le mancate retribuzioni mensili e per i turni cui sono costretti. Questa è un'anomalia tutta romana. Il sindaco Marino ha fatto un passaggio importante costringendo Ama a pubblicare i dati online e credo che questa cosa debba continuare. Tuttavia" conclude il segretario "è necessario che sia quest'ultimo che Zingaretti facciano di più per la trasparenza, riducendo il numero dei dirigenti e tagliando i compensi spropositati emersi da questo studio".
 
LA REPLICA DI ATAC - Di contro l'azienda capitolina del trasporto locale ha tenuto a precisare che "i dati sulle retribuzioni diffusi dallo studio sindacale fanno riferimento al 2011 e sono pertanto superati. In particolare, alcuni dirigenti apicali, che quindi godevano di retribuzioni elevate, non lavorano più in Atac, e altri dirigenti apicali hanno accettato la riduzione della retribuzione per una quota fino al 20 per cento. Il numero totale dei dirigenti poi non è più di 85 ma di 75, senza escludere ulteriori riduzioni nel corso dell'anno. Inoltre l'azienda, in ossequio a quanto previsto dagli ultimi accordi sindacali, ha iniziato l'opera di pesatura delle retribuzioni dei manager ancora in servizio, che condurrà a una diminuizione del costo totale del personale dirigente di un ulteriore 10 per cento".

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