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Cronaca Portuense / Via Portuense, 579

Lite all'anagrafe: impiegata e donna in fila per la carta d'identità minacciate con un paletto

L'aggressore si è allontanato prima dell'arrivo della polizia negli uffici di via Portuense

Nervi tesi all'ufficio anagrafico del Portuense. Una accesa lite, con tanto di minacce di morte, scoppiata per questioni di fila fra due cittadini, in attesa agli sportelli del municipio Arvalia per la carta d'identità elettronica. Un diverbio che ha interessato prima due utenti, un uomo e una donna, con il primo che dopo aver impugnato un paletto divisorio ha minacciato la "rivale" di morte. Stessa sorte toccata a una impiegata intervenuta per riportare la calma, a sua volta presa a male parole e minacciata di morte. Una accesa mattinata, che ha richiesto l'intervento della polizia. 

Sono stati gli agenti delle volanti a intervenire intorno alle 11:00 di giovedì 6 giugno al civico 579 della via Portuense. Una volta sul posto hanno trovato le due donne appena minacciate. Scosse ma illese, dell'aggressore nessuna traccia, con l'uomo allontanatosi prima dell'arrivo dei poliziotti. Le due donne si sono riservate di sporgere regolare denuncia-querela negli uffici di polizia. 

Una accesa lite, che ha trovato il commento del consigliere municipale Fdi al municipio Arvalia Marco Palma: "Ieri mattina presso la sede anagrafica del Portuense l'ennesima rissa. Stavolta coinvolti due cittadini, un uomo di circa 40 anni e una donna di oltre 60 anni, vittima della furia dell'aggressore che, brandendo anche un paletto per gestire la fila, minacciava la signora molto intimorita. Solo una donna, una dipendente, ha avuto il coraggio di prendere le parti della signora, frapponendosi tra i due. Sul posto è arrivata la polizia ma in ritardo".

"A tutela della sicurezza dei luoghi di lavori a elevata criticità come gli uffici anagrafici, nel tempo, avevo rappresentato la necessità di correre ai ripari creando le  necessarie e prioritarie condizioni di sicurezza ricorrendo alla presenza della polizia locale, proprio come accadeva oltre 20 anni fa. Esposti alla Asl, al prefetto e interrogazioni tutti atti caduti nel buio dell'indifferenza istituzionali".

"Oggi riproporrò sia una interrogazione urgente che un nuovo esposto al Prefetto, alla  Asl e all'Ispettorato del Lavoro.  Una serie di atti da destinare sia al consiglio che altrove in ottemperanza alle responsabilità derivanti dal DL81  e nello specifico l’articolo 28, nel quale si sottolinea che la valutazione deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari. A supporto poi dell’importanza di valutare e gestire correttamente questa tipologia di rischio, da parte dei responsabili di servizio prevenzione e protezione e delle figure del sistema sicurezza, si è espressa anche l'Europa”

“La parolina "tutti" e stata inserita già nel D.Lgs.626/94, dopo che l'Italia era stata condannata dalla Corte di Giustizia europea. È da tempo che chiediamo la presenza presso gli uffici anagrafici della polizia locale. La loro presenza è, almeno, un deterrente oltre a rappresentare condizioni di lavoro più serene per il personale operativo presente sia a via Portuense 579 che presso le sedi decentrate di Marconi e Corviale. Quest'ultima aggressione che segue altre ai danni di lavoratori, evidenziano tutta la gravità del momento che non può e non deve sottostare a prassi burocratiche lente e inconcludenti, bensì a decisioni che tutelino le persone".

"Nella nota che stamattina ho rinnovato al prefetto di Roma - conclude Palma - chiedo un intervento presso il sindaco e il comandante generale della polizia locale, proponendo quanto sosteniamo da anni: la presenza della Polizia Locale, in particolare, presso le sedi operative anagrafiche. Sollecito le Rsu sindacali a manifestare oltre a una reazione anche la volontà di supportare questa mia richiesta".
 

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