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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca Collatino / Via Salviati

Rom dalla Pontina a via Salviati, la lettera: "Marino non faccia come Alemanno"

Un appello di un gruppo di militanti dei Radicali al sindaco Marino. Oggetto del contendere la situazione dei rom in via Salviati e l'ordinanza di sgombero dello scorso 12 agosto

La situazione è ferma, ma tesa. Le famiglie rom che lo scorso luglio hanno occupato un terreno in via Salviati, accanto al campo nomadi già esistente, il Salviati 1, sono ancora lì. Con buona pace dell'ordinanza comunale che prevedeva lo sgombero forzato entro il 12 agosto. Premesso che nessuno di loro vuole tornare a Castel Romano, campo abbandonato a seguito di violenti scontri etnici con gruppi di bosniaci, la resistenza pacifica portata avanti dalle famiglie ha consentito di ottenere una proroga dell'intervento. Che con ogni probabilità verrà effettuato comunque, anche se ancora non si conoscono nè tempi nè approdi alternativi. 

Intanto, in cerca di una qualche forma di mediazione che scongiuri un ritorno nel villaggio sulla Pontina, una lettera finisce sul tavolo del sindaco Marino. E' un appello firmato da alcuni militanti dei Radicali, tra cui Rita Bernardini, ex deputata, e Leonardo Molinari, presidente dei Radicali Roma, e dal portavoce della comunità rom. (QUI LA LETTERA INTEGRALE). 

Si chiede al primo cittadino la cancellazione di quell'ordinanza di sgombero, letta come pericolosamente in continuità con le posizioni della vecchia giunta di centro destra. "Notando il preavviso insufficiente e l’illegalità dell’ordinanza ai sensi della legge 881/77 e delle linee guida ministeriali sugli sgomberi - si legge in uno dei passaggi chiave della missiva - e avendo documentato le gravi denunce di violenze su donne e minori riferite dalla comunità, (i rom, ndr) si sono rivolti al consigliere radicale in gruppo PD Riccardo Magi, il quale ha inviato tale documentazione alla Commissione delle Politiche Sociali, sottolineando come le autorità competenti si fossero rifiutate di incontrare la comunità, contrariamente a quanto previsto dalle norme in materia". 

Forse un provvedimento avventato? Certo la situazione di via Salviati difficilmente può rimanere come documentato settimane fa: condizioni igienico sanitarie al limite del tollerabile che aggravano ulteriormente un quadro di degrado già ampiamente alimentato dal Salviati 1. Come fatto notare a più riprese da gruppi di residenti di Tor Sapienza. Spostarsi quindi, ma senza tornare a Castel Romano. Serve una soluzione, e serve con una certa fretta.  

Altro che aree pedonali, bisbigliano i maligni, la gestione delle minoranze etniche nella Capitale sì che è tra le prova del nove della nuova amministrazione. Specie dopo le tante critiche piovute dall'Europa sul Piano Nomadi di Alemanno: maxi villaggi attrezzati fuori dal Raccordo e sgomberi a pioggia dei piccoli insediamenti abusivi sparsi per la città. Smarcarsi sì ma come? Marino è atteso al varco.

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