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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Rifiuti, Cerroni scrive a Clini: "La nuova discarica è un nostro diritto"

Il patron di Malagrotta ha scritto una lettera al ministro dell'ambiente Clini ricordando l'emergenza in corso, ribadendo la fattibilità dei siti indicati dal suo gruppo e il suo "diritto imprenditoriale" a realizzarli

E mentre si aspettano novità su Monte Carnevale (sito indicato dal ministro Clini come idoneo per il post Malagrotta) il patron dei rifiuti dice la sua. Monti dell'Ortaccio, Quadro Alto e Pian dell'Olmo "sono quanto di meglio il territorio possa offrire". Detto questo, "Malagrotta non potrà andare avanti oltre quest'anno", "Roma rischia di fare la fine di Napoli" e, per inciso, "fare la nuova discarica è un nostro diritto imprenditoriale". A parlare, anzi, a scrivere, è il re della discarica di Malagrotta Manlio Cerroni che, in una lettera pubblicata oggi sul sito del Colari, il consorzio che gestisce la megadiscarica di Roma, si è rivolto al ministro dell'ambiente Clini.

Cerroni spiega che con l'approssimarsi della chiusura di Malagrotta, "il gruppo ha per tempo ricercato e predisposto, dopo attenta ricognizione e vivisezione del territorio, progetti su tre siti e avviato dall'ottobre 2009 le procedure per l'istruttoria e la conseguente autorizzazione. Solo l'inerzia (scritto tutto maiuscolo e in neretto, ndr), ed è un eufemismo, degli organi responsabili non ha consentito di concludere i rispettivi iter e pervenire all'autorizzazione". Si è preferita "per motivi inconfessati o inconfessabili la via dell'emergenza con la nomina a commissario del prefetto". I tre siti citati da Cerroni "sono quanto di meglio, e non poteva essere diversamente, data la nostra lunga comprovata e documentata esperienza sulle decine e decine di discariche che il Gruppo ha scelto, costruito, gestito e chiuso. I fatti successivi ci hanno dato e ci stanno dando ragione".

E ancora l'imprenditore dei rifiuti segna la dead line oltre la quale, a suo dire, non si può andare. "Le volumetrie residue di Malagrotta consentiranno il conferimento dei rifiuti non oltre il corrente anno e gli impianti Tmb di Malagrotta 1 e Malagrotta 2 entro il prossimo mese di ottobre lavoreranno a pieno ritmo e saranno in grado di trattare 1500 tonnellate al giorno". "Signor ministro - scrive Cerroni - aderendo alla richiesta da Lei formulata nella Conferenza sull'Accordo di Programma 'Piano per Roma' illustrato nell'incontro del 26 aprile scorso, ci apprestiamo a dare il nostro contributo su due argomenti, la chiusura di Malagrotta e la raccolta differenziata". Il primo punto "é stato trattato in vario modo in tutte le sedi e purtroppo sembra aver dato luogo a un conflitto istituzionale senza fine e stia diventando una barzelletta: il pericolo, purtroppo, è che si trasformi per Roma in una emergenza sull'esempio di Napoli, le cui conseguenze sarebbero per molteplici aspetti inenarrabili".

Continua ripercorrendo i meriti che la sua discarica, a suo avviso, avrebbe avuto per la città di Roma, e ricorda nella lettera che "con Malagrotta, Roma a oggi ha economizzato circa 2 miliardi di euro". Ma non finisce qui. Rispetto al tema della nuova discarica, ricorda che ai sensi della Legge sulla liberalizzazione dei servizi n. 27/2012 "la realizzazione della discarica è un nostro diritto imprenditoriale che, alla luce delle disposizioni nazionali e comunitarie, nessuno può negarci. E' doveroso segnalare - scrive ancora l'imprenditore al ministro - che ci apprestiamo a rivolgere meditata istanza a ogni competente organo giurisdizionale, interno e comunitario (in neretto, ndr), affinché l'anzidetto nostro diritto venga riaffermato e tutelato. Nonché per evitare l'anacronistica requisizione di azienda prospettata a nostro danno dall'Ordinanza della presidenza del consiglio dei ministri istitutiva dell'emergenza". In merito alla raccolta differenziata, Cerroni ribadisce infine che "le percentuali fissate già per quest'anno e più ancora per il 2013 e il 2014 sono ambiziosissime (in neretto, ndr)".

(Fonte Ansa)
 

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