Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca San Basilio / Via Nomentana, 1012

Nomentana, sparò e uccise ladro: legittima difesa giustificata. Gip archivia le accuse

Il Pubblico Ministero ha accolto la ricostruzione dell'avvocato difensore di Ilario D'Apollonio. I fatti il 29 giugno del 2013 quando l'anziano sorprese ed uccise in casa Nicolas Valentin Barbat

La villa di via Nomentana dove venne ucciso il rapinatore

Legittima difesa giustificata dal "pericolo per l’incolumità sua e della moglie". Finiscono in archivio le accuse contestate ad Ilario D'Apollonio, allora 81enne, che il 29 g?iugno del 2013 reagì ad un tentativo di rapina nella sua villa della via Nomentana, a Casal Boccone, e uccise uno dei banditi, il romeno Nicolas Valentin Barbat.  Per questo il giudice Gaspare Sturzo ha riconosciuto la legittima difesa e fatto cadere ogni contestazione all'anziano oggi 85enne. L’archiviazione del procedimento era stata sollecitata dalla stessa Procura con il Pubblico Ministero Elisabetta Ceniccola. 

LA DIFESA DEGLI AVVOCATI - Il Gip ha di fatto accolto la ricostruzione degli avvocati Diego Perugini e Sonia Battagliese che hanno assistito sin dall’inizio D’Apollonio e la moglie, la signora Ilaria Ciocchetti. 

LA RAPINA IN VILLA - La sera del 29 giugno 2013 i quattro rapinatori, uno dei quali armato, erano pronti a tutto. La signora Ilaria venne picchiata, legata ed imbavagliata. D’Apollonio dopo aver capito quanto stava avvenendo e per la paura fece fuoco ed uccise Barbat. Nel provvedimento, il Pm Ceniccola ha sottolineato come "la condotta omicidiaria sia stata posta in essere da un soggetto in età avanzata nei confronti di un uomo di 35 anni di alta statura e di fisicità robusta al fine di difendere se stesso e sua moglie (impossibilitata a reagire in quanto immobilizzata ed imbavagliata) dalla condotta violenta di più rapinatori travisati di cui almeno uno armato". 

LEGITTIMA DIFESA - Per il Pm, dunque, la legittima difesa invocata da D’Apollonio era giustificata dal “pericolo per l’incolumità sua e della moglie”. Gli altri tre banditi furono successivamente catturati e condannati a pena varianti tra cinque anni e quattro mesi e quattro anni di reclusione. 
 

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