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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca

Il boss di Casalotti condannato a 20 anni. Sequestri di persona e torture dopo il furto di 107 chili

Dura la condannata per Leanrdo Bennato. Nel procedimento, scaturito da una indagine della Dda, è coinvolto anche Elias Mancinelli

Leandro Bennato, boss di Casalotti, è stato condannato a 20 anni con rito abbreviato perché accusato di sequestro di persona a scopo di estorsione e detenzione ai fini di spaccio di 107 chili di cocaina. Il gup di Roma inoltre ha inflitto una pena a 19 anni e 4 mesi a Elias Mancinelli e condannato altri cinque imputati a pene che vanno dai 7 anni e 4 mesi ai 4 anni e 10 mesi. Una sentenza che accoglie l'impianto accusatorio dei pm Giovanni Musarò ed Erminio Amelio.

La storia è quella dei 107 chili di cocaina rubati. Una vicenda di cui RomaToday ne aveva dato conto lo scorso 24 marzo 2023. Ora, dopo gli arresti e una serie di sviluppi investigativi, si è arrivato alle condanne. 

Nell'inchiesta, coordinata dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia capitolina Michele Prestipino e Ilaria Calò, a Bennato si contesta l'accusa di sequestro a scopo di estorsione in relazione a tre diversi episodi commessi tra novembre e dicembre del 2022 per recuperare l'ingente quantitativo di sostanza stupefacente che gli era stata sottratta. Bennato, il cui nome compare anche nelle carte dell'inchiesta sull'omicidio di Fabrizio Piscitelli, alias 'Diabolik', era stato fermato ad aprile dello scorso anno dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma che hanno condotto le indagini.

Bennato insieme con Elias Mancinelli, già nei guai nel 2018 nell'ambito di un'inchiesta di droga che aveva sgominato un'organizzazione rivale al clan Spada, è accusato di essere il 'proprietario' di 107 chili di cocaina poi sottratta a Gualtiero Giombini che la custodiva per loro. In seguito al furto della droga, Bennato avrebbe tenuto segregato Giombini per diversi giorni all'interno di una baracca, privato degli abiti nonostante le temperature rigide, torturato, picchiato ripetutamente affinché rivelasse informazioni utili per recuperare la cocaina rubata e liberandolo solo dopo aver indicato il nome di Cristian Isopo come uno dei responsabili del furto.

Le torture delle 'Iene di Casalotti': così Bennato ha sequestrato e seviziato chi gli ha rubato la droga

Giombini morirà poche settimane dopo essere stato sequestrato. Secondo l'atto d'accusa dei pm, Bennato ha agito quale ''mandante del sequestro'' e ''regista'' di tutte le fasi esecutive. Anche Isopo poi, secondo quanto emerso dalle indagini, è stato sequestrato per dodici ore all'interno della stessa baracca in cui era segregato Giombini, legato a una sedia con fascette da elettricista e picchiato ripetutamente fino a quando si è adoperato per restituirgli
77 chili della cocaina sottratta.

Un terzo caso di sequestro di persona riguarda invece due donne, Autilia Romano e Autilia Bevilacqua, per farsi restituire altri 7,7 chili della partita di droga. Una delle due donne fu liberata dopo circa 8 ore perché, secondo quanto ricostruito dalle indagini, era stata erroneamente sequestrata a causa dell'omonimia con la cugina. Oltre alla droga, per la liberazione, erano stati 'restituiti' circa 165mila euro provento della cessione di un'altra parte dello stupefacente sottratto.

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