Lazio, caos tamponi: gli ultras se la prendono con la Gazzetta dello Sport e attaccano una giornalista

La scorsa settimana sono stati ascoltati il presidente Lotito e il medico sociale Pulcini e acquisiti i referti dei tamponi effettuati prima delle gare con Club Brugge e Torino

Due striscioni firmati Ultras Lazio contro la Gazzetta dello Sport e la giornalista Elisabetta Esposito "colpevoli", secondo la frangia più calda del tifo biancoceleste, di aver attaccato il club di Claudio Lotito nella vicenda relativa ai tamponi (prima positivi, poi negativi e poi di nuovi positivi) fatti ad alcuni giocatori che, contro il Torino, hanno anche giocato la partita. 

Nella giornata di ieri, in Corso Francia, la giornalista della 'Rosea' Elisabetta Esposito è stata oggetto di insulti. Il Comitato di Redazione della Gazzetta dello Sport ha parlato di "minacce da parte di pseudo-tifosi e delinquenti a cui evidentemente non piaceva l'ottimo lavoro svolto in merito alla vicenda dei tamponi dei giocatori della Lazio".

"Le minacce e gli insulti sono arrivati via social e addirittura su uno striscione appeso su un cavalcavia di Roma. I cdr della Gazzetta dello Sport e del Corriere della Sera, in rappresentanza di tutti i colleghi delle due redazioni, esprimono totale solidarietà e sostegno a Elisabetta, che ha solo fatto il suo lavoro con scrupolo e serietà, e auspicano che le minacce vengano attentamente vagliate dalle forze dell’ordine e che sia garantita la sua sicurezza e quella della sua famiglia", si legge nella nota.  

Nel frattempo la Procura federale della Figc continua le indagini. Il Procuratore Giuseppe Chinè ha disposto due ispezioni presso il centro sportivo biancoceleste a Formello, durante le quali i rappresentanti del pool costituito in Procura per verificare il rispetto dei Protocolli sanitari hanno ascoltato il presidente Claudio Lotito e il medico sociale Ivo Pulcini, oltre ad acquisire i referti dei tamponi effettuati prima della gara di UEFA Champions League Club Brugge-Lazio e del campionato di Serie A Torino-Lazio.

Nel frattempo la Procura della Repubblica di Avellino ha messo al centro di una indagine il centro polispecialistico Futura Diagnostica (il laboratorio ai cui si è rivolta la Lazio). L'ufficio coordinato dal procuratore facente funzioni Vincenzo D'Onofrio, scrive il Corriere della Sera, ha aperto un fascicolo in cui i titoli di reato sono quelli di falso, truffa in pubbliche forniture e epidemia colposa. E chiaramente è soprattutto quest'ultima ipotesi a fare effetto. E a dare la dimensione della gravità dei fatti che potrebbero emergere dalle indagini affidate agli uomini della Guardia di Finanza.

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