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Cronaca

Lavinia, la bimba investita fuori dall'asilo: il processo slitta di 4 mesi

Lara Liotta e Massimo Montebove sono la mamma e il papà della bambina che nel 2018, a 16 mesi, è stata travolta da un'auto davanti al nido di Velletri che frequentava

Il processo sull’investimento della piccola Lavinia Montebove, la bimba di 16 mesi travolta da un’auto davanti a un asilo di Velletri nel 2018, slitta di 4 mesi.

Il rinvio è stato stabilito nel corso dell’udienza del 9 gennaio, che avrebbe dovuto rappresentare una delle battute finali del procedimento. È subentrato però il legittimo impedimento: una delle due imputate, Chiara Colonnelli, la donna che ha investito la bambina, ha partorito da poco. I genitori di Lavinia, Massimo Montebove e Lara Liotta, dovranno quindi attendere aprile per sapere quando si arriverà a sentenza. E se il rischio prescrizione, da loro denunciato più volte, sembra scongiurato, aumentano l’amarezza e il dolore per il prolungarsi di una vicenda giudiziaria che si trascina ormai da anni e che oltre a Colonnelli vede imputata Francesca Rocca, maestra e titolare del nido, accusata di abbandono di minori.

Lo sfogo della mamma di Lavinia: "Ha diritto ad avere giustizia"

"Quattro mesi, il legittimo impedimento è un diritto dell’imputata investitrice che ha partorito da poco. Anche Lavinia ha diritto ad avere giustizia ma i suoi diritti vengono sempre dopo - è lo sfogo della mamma di Lavinia, a RomaToday -Tutto questo si può riassumere con la frase 'tutti gli uomini sono uguali, ma alcuni sono più uguali di altri', per dirla con le parole di George Orwell. La difesa delle imputate ha chiesto al giudice di far sciogliere la riserva su una possibile perizia modale relativa ancora alla parte di responsabilità dell’investitrice in questo procedimento. Qualora venisse accolta passerebbero altri mesi, altro che sentenza a breve. E intanto, mentre tarda ad arrivare un giudizio su questa terribile vicenda, Lavinia è illegittimamente impedita a svolgere la vita di bambina sana ed allegra che le avevamo dato con un fine pena mai"

Lavinia, che oggi ha 6 anni, dal 2018 si trova in stato vegetativo irreversibile, lo stadio “più vicino alla morte”, come ha confermato in aula il medico legale chiamato dalla procura a riferire sulle sue condizioni. La mattina del 7 agosto 2018 venne investita da un’auto mentre gattonava, non supervisionata, nel parcheggio del nido La Fattoria di Mamma Cocca di Velletri.

Il papà di Lavinia: "In dieci udienze abbiamo visto di tutto"

"Ormai sono passati 5 anni da quel maledetto giorno che ha distrutto la vita di mia figlia e anche quella di tutta la nostra famiglia. Abbiamo affrontato 10 udienze dove si è visto di tutto - aggiunge Massimo Montebove - dalla vergognosa proposta di risarcimento di 1 euro ai tentativi della maestra di fronte alla telecamere dei tg nazionali di abbracciarci, dopo essere stata in silenzio per 4 anni, da testimoni inattendibili che abbiamo denunciato per le loro false dichiarazioni fino al fatto che l'asilo era fantasma, quindi non in regola dal punto di vista amministrativo".

Il papà di Lavinia punta il dito anche contro "consulenti di parte proposti dalla difesa che hanno prodotto perizie imprecise sulla dinamica dell'incidente", e "affermazioni che come genitori abbiamo dovuto sentire con le nostre orecchie relative al fatto che Lavinia si sarebbe sottratta al controllo della maestra, come se in qualche modo fosse colpa sua. Cose fuori dal mondo. Ogni giorno devo ricordarmi di portare una divisa e di essere sempre stato una persona perbene grazie agli insegnamenti di mio padre e mia madre, perché davanti a tutto questo non è facile stare calmi. Siamo stufi, è vero - conclude Montebove - ma restiamo assieme alla mia compagna ancora fiduciosi nella giustizia".

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