rotate-mobile
Cronaca

Bimba investita fuori dall'asilo, a cinque anni dall'incidente l'appello dei genitori: "Sia una sentenza giusta"

A settembre riprenderanno le udienze del processo per l'investimento della piccola Lavinia, travolta da un'auto fuori dall'asilo. La maestra, accusata di lesioni gravissime, ha chiesto la messa alla prova

Cinque anni da un incidente che ha ridotto una bambina di appena 16 mesi in uno stato vegetativo irreversibile, cinque anni di sofferenze e sacrifici per una famiglia che chiede giustizia per la figlia e per la vita che non potrà mai vivere: mancano poche settimane alla ripresa del processo sull’incidente che ha coinvolto la piccola Lavinia Montebove, a Velletri, e i genitori, la mamma Lara Liotta e il papà Massimo Montebove, attendono di sapere se il giudice alla fine deciderà di accorderà alla maestra la messa alla prova.

L'incidente della piccola Lavinia

I fatti sono ormai tristemente noti: la mattina del 7 maggio 2018 Lavinia, 16 mesi, è riuscita a gattonare, non vista, fuori dall’asilo “La Fattoria di Mamma Cocca” di Velletri ed è finita nel vialetto di accesso della struttura, dove è stata travolta da un’auto guidata da una mamma arrivata a prendere il figlio. Le sue condizioni sono apparse da subito disperate, e gli accertamenti medici hanno confermato che i danni provocati dall’urto alla piccola erano talmente gravi da spingerla in un coma vegetativo. Una condizione irreversibile, che comporta un’assistenza h24 per la bambina, oggi 6 anni. 

A processo la maestra e la donna alla guida dell'auto

Per l’incidente sono finite a processo l’allora maestra d’asilo (oggi non più in attività), Francesca Rocca, e Chiara Colonnelli, la donna al volante dell’auto. Inizialmente Rocca era stata accusata di abbandono di minore e Colonnelli di lesioni colpose gravissime, ma il capo d’imputazione per la maestra è stato di recente modificato: anche lei deve rispondere di lesioni colpose gravissime, ed è stato quindi possibile per l’avvocato della difesa chiedere l’istituto della messa alla prova

L'appello della madre: "Speriamo in una sentenza che ci aiuti a sentirci parte di uno Stato giusto"

“L’11 settembre riprenderanno le udienze del processo - dice a RomaToday la mamma di Lavinia, Lara, che con il marito Massimo è sempre stata presente in aula - sono passati 5 anni, ma è come se il tempo si fosse fermato, non solo per Lavinia ma per tutta la famiglia. Il giudice sarà chiamato a pronunciarsi a proposito della richiesta fatta dall’avvocato della maestra relativa alla messa in prova, che qualora venisse accolta estinguerebbe il reato. Siamo convinti che la messa alla prova sia stata chiesta per questo, e non certo per il ravvedimento da parte della maestra, che non hai mai chiesto scusa, non si è mai fatta sentire né si è mai mostrata dispiaciuta”.

Se la messa alla prova venisse accettata, dice ancora Liotta, “questo processo si chiuderebbe senza alcuna pena. Ciò che ci fa rabbrividire - prosegue la mamma di Lavinia - è che la maestra ha chiesto di lavorare con i disabili. Lavinia è diventata disabile proprio perché la maestra è venuta meno ai suoi obblighi di vigilanza. Nostra figlia è nata perfettamente sana, e oggi è nelle sue condizioni per le conseguenze di quanto accaduto quel giorno. Speriamo che l’11 settembre venga fatta giustizia, che ci sia una sentenza che in qualche modo attesti che nostra figlia non è stata colpita da un ufo, ma c’è qualcuno che è responsabile di quanto le è accaduto e dell’averle cambiato la vita per sempre. Io sono un vigile del fuoco, mio marito è un poliziotto, speriamo che ci sia una sentenza che ci aiuti a sentirci parte di uno Stato che tutela le persone più fragili e le vittime di episodi così sconvolgenti”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Bimba investita fuori dall'asilo, a cinque anni dall'incidente l'appello dei genitori: "Sia una sentenza giusta"

RomaToday è in caricamento