Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca Velletri

Bimba investita fuori dall'asilo, un sit-in davanti al tribunale per la ripresa del processo

L'invito, diffuso sui social, è a indossare una t-shirt bianca per manifestare solidarietà alla piccola Lavinia Montebove, da 5 anni in stato vegetativo irreversibile dopo essere stata colpita da un'auto

“Manifestiamo tutti in vicinanza alla piccola Lavinia e alla famiglia Montebove”. Questo l’invito lanciato sui social in vista dell’11 settembre, giorno in cui nel tribunale di Velletri riprenderà il processo sull’incidente che cinque anni fa ha fatto precipitare la bambina in uno stato vegetativo irreversibile.

L'incidente di Lavinia Montebove

La piccola Lavinia era stata investita da un’auto a 16 mesi fuori dall’asilo nido “La fattoria di Mamma Cocca” di Velletri. Gattonando, era riuscita a uscire dalla struttura e ad arrivare, sola e non vista, sul vialetto di accesso, dove era stata colpita dalla macchina guidata da una donna che stava andando a prendere il figlio. Nel processo sono imputate proprio l’investitrice, Chiara Colonnelli, accusata di lesioni colpose gravissime, e anche la maestra dell’asilo, Francesca Rocca, che a sua volta deve rispondere di lesioni colpose gravissime dopo che il capo d’imputazione, inizialmente abbandono di minore, è stato modificato.

La richiesta di messa alla prova per la maestra

La modifica del capo di imputazione ha consentito alla difesa di Rocca di chiedere l’istituto della messa alla prova, ed è anche per questo che amici, conoscenti e sostenitori di Lavinia e dei genitori, mamma Lara Liotta e papà Massimo Montebove, hanno voluto organizzare un presidio: la messa alla prova, aveva sottolineato a RomaToday Liotta, consentirebbe alla donna di scontare la pena tramite lavori socialmente utili, alternativa considerata ingiusta dalla famiglia.

Il tam tam sui social: "Una maglietta bianca per schierarsi con Lavinia"

“Non chiediamo vendetta, ma giustizia - sottolineano gli organizzatori del presidio - Giustizia vuol dire un giusto processo. Giustizia vuol dire avere una sentenza. Giustizia vuol dire responsabilità”. L’appuntamento è quindi per la mattina dell’11 settembre, con una maglietta bianca, per chi desidera manifestare solidarietà alla famiglia.

“Nostra figlia è nata perfettamente sana, e oggi è nelle sue condizioni per le conseguenze di quanto accaduto quel giorno - era stato lo sfogo della mamma di Lavinia - Speriamo che l’11 settembre venga fatta giustizia, che ci sia una sentenza che in qualche modo attesti che nostra figlia non è stata colpita da un ufo, ma c’è qualcuno che è responsabile di quanto le è accaduto e dell’averle cambiato la vita per sempre. Io sono un vigile del fuoco, mio marito è un poliziotto, speriamo che ci sia una sentenza che ci aiuti a sentirci parte di uno Stato che tutela le persone più fragili e le vittime di episodi così sconvolgenti”.

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