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Il dramma di Lanuvio, sequestrata la casa di riposo dove sono morte le cinque anziane

Le cinque anziane morte, provenienti dai paesi dei Castelli e da Roma, avevano tra i 68 e i 100 anni. Il punto sulle indagini della Procura di Velletri

Era pronto per il cambio turno, per iniziare una nuova giornata di lavoro. Arrivato in via Monte Giovo Nuovo ed entrato nella struttura la scoperta dell'incubo: corpi privi di sensi, tutti apparentemente morti. Ospiti e colleghi accasciati al suolo, tutti con la bava alla bocca. Di quelle dodici persone a terra, cinque si scoprirà poi erano morte. Altre sette, invece, avevano perso conoscenza e da lì a poco probabilmente sarebbero morte. Ora sono gravi e lottano tra la vita e la morte. 

Tutti positivi al Covid: ieri il trasferimento

A scoprire per primo il dramma di villa dei Diamanti a Lanuvio è stato un operatore. Immediata la chiamata alla proprietaria che non ci ha pensato poi due volte ad avvisare le forze dell'ordine ed i soccorsi. Saranno poi i vigili del fuoco a scoprire che sette di quelle persone erano ancora vive. A rendere complessi i soccorsi il fatto che all'interno di quella casa di riposo erano praticamente tutti positivi al Coronavirus, sebbene asintomatici: 9 ospiti e tre operatori. Da qui le precauzioni massime dei soccoritori e la successiva lentezza delle comunicazioni. Ieri, proprio per la loro positività, accertata venerdì, sarebbero stati trasferiti sotto la supervisione del personale dell'asl Rm6 in un centro covid. 

Come stanno i feriti?

Priorità, una volta entrati, è stata quella di mettere sulle ambulanze e portare in ospedale i feriti. Sono gravi, e sicuramente l'età non aiuta, ma i medici non disperano. Ieri, in serata, si era diffusa la voce di un sesto decesso, prontamente smentito prima ancora che qualcuno potesse darne notizia. I due operatori, più giovani, sono stati portati a Roma, all'Umberto I, dove saranno sottoposti a terapia iperbarica. 

Chi sono le anziane morte a Lanuvio

Per tutta la giornata di ieri figli, parenti, amici, hanno intasato i centralini dei carabinieri o hanno fatto la veglia davanti alla casa di cura, a caccia di informazioni. "Mamma dov'è, voglio solo sapere se c'è ancora", "come sta mio padre?", il tenore delle domande. Fino alla comunicazione dell'identità delle vittime tra i 68 e 100 anni di età. La più giovane è Giuseppina Valentino, di 68 anni, di Roma. Nel triste elenco c'è poi Agnese Capatano di 72 anni, di Lanuvio. E ancora Teresina Venturini, 88 anni di Ariccia, Maria Laura Minelli di Castel Gandolfo. La più anziana era Maria Macci: avrebbe compiuto 100 anni il mese prossimo. 

Le indagini

La causa della morte, sembra ormai quasi certo, è il monossido di carbonio. La sicurezza arriverà dalle autopsie disposte dal magistrato Giuseppe Travaglini che per la Procura di Velletri coordina le indagini. Meno certezze ci sono invece sul punto da dove il monossido sia stato liberato. Tracce più consistenti sono state rilevate all'ultimo piano, in un locale adibito a magazzino. Ieri c'è stato il sopralluogo dei Nas che, carte alla mano, ha verificato la regolarità di tutte le autorizzazioni e il rispetto di tutte le regole. Accertamenti anche sulla caldaia, per capire se aveva ricevuto i necessari e previsti controlli. Per dirimere tutti questi dubbi la struttura è stata posta sotto sequestro. 

"Nel rispetto del lavoro degli inquirenti che è ancora in corso", spiega in una nota il Comune di Lanuvio, che ha dichiarato il lutto cittadino, "si precisa che la struttura è in possesso dei requisiti previsti dalla legge in termini urbanistici e di ogni altro per quanto di competenza comunale".

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