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La baraccopoli di Castel Romano

La baraccopoli di Castel Romano

Esplode la rabbia alla baraccopoli di Castel Romano: "Lancio di oggetti contro la Comunità Sant'Egidio"

Il sindacato Sulpl: "Situazione rischia di divenire esplosiva. la Polizia Locale non puó ne deve essere lasciata sola"

Lancio di oggetti contro i volontari della Comunità di Sant'Egidio impegnati nella distribuzione di generi alimentari e di prima necessità agli ospiti della baraccopoli di Castel Romano. Gli attimi di tensione sono stati vissuti nel pomeriggio di mercoledì. Dopo aver distribuito generi alimentari e di prima necessità agli abitanti di circa dieci moduli abitativi è, inaspettatamente scattata la "sassaiola". Da qui l'intervento di due pattuglie della Polizia Locale di Roma Capitale, che si trovavano nell'area del campo in ausilio al mezzo con a bordo i volontari, con gli agenti che li hanno poi scortati fuori dalla favela in sirena. 

Una situazione delicata quella del campo rom della via Pontina dove il presidio fisso della Polizia Locale è stato rinforzato in seguito al focolaio di Coronavirus registrato in un nucleo familiare dell'area (12 positivi fra cui 4 bimbi)

Motivi della rivolta? "Le proteste dei nomadi sottoposti aglili obblighi di quarantena - spiega il Sindato del Sulpl della Polizia Locale in una nota -  la cui lista sarebbe cresciuta, tra positivi e contatti, di una dozzina di unita, nelle ultime 24 ore".

A commentare l'accaduto il Sulpl (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale), tramite il Segretario Romano Aggiunto Marco Milani: "Chiediamo l'immediata istituzione di un tavolo di confronto con  Amministrazione e Comando per definire una volta per tutte, modalitá operative, di tutela   e di intervento del personale impiegato nel campo. Negli ultimi giorni gli agenti si sono trovati a passare da consegne che prevedevano la semplice vigilanza sul mancato accesso di mezzi e furgoni, finalizzato alla prevenzione di reati ambientali nell'area in sequestro, a dover vigilare sulle mancate fuoriuscite di un elevato numero, purtroppo quotidianamente crescente di persone in regime di isolamento sanitario". 

"Nessuna formazione - concludono dalla sigla sindacale dei 'caschi bianchi' - nessun protocollo operativo su come comportarsi in caso di inottemperanza è stato dato al nostro personale, ne tantomeno forniture di dispositivi di protezione individuale in numero maggiore o  diversi, rispetto a quelli forniti a qualsiasi altra pattuglia. L'episodio di oggi conferma come all'interno del campo la situazione rischi di divenire esplosiva e la Polizia Locale non puó ne deve essere lasciata sola".

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