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Litorale nord, scia di liquami: Legambiente chiede il blocco della balneazione

L'appello ai sindaci di Ladispoli, Cerveteri e Santa Marinella. Invocati ulteriori controlli di Regione e Capitaneria di porto. Il sindaco di Ladispoli si difende: "Non conoscono il nostro territorio"

Ladispoli, Cerveteri e Santa Marinella. Sono questi i comuni per i quali Legambiente ha chiesto il divieto di balneazione. Oltre a scrivere ai sindaci, l'associazione ambientalista ha inviato richiesta anche all'Assessore all'Ambiente della Regione Lazio e alla Capitaneria di porto di Roma. La richiesta arriva, secondo l'associazione ambientalista, dopo le numerose segnalazioni giunte ancora in queste ore rispetto alla situazione di inquinamento delle acque marine del litorale Lazio nord.

Legambiente denuncia: "Diversi cittadini evidenziano rifiuti di svariata natura galleggiare sulle acque del mare, pannolini, escrementi, addirittura carcasse di piccoli animali morti".

Secondo gli ambientalisti "serve un intervento urgente, mentre si identifica il responsabile di un così grave inquinamento, per garantire la sicurezza e la salute dei bagnanti e degli operatori, istituendo dei temporanei divieti balneazione ove necessario, con ordinanza urgente dei Sindaci dei territori coinvolti, e cartelli affissi sulle spiagge e negli stabilimenti per informare i cittadini sconcertati".

Pronta la replica del sindaco di Ladispoli, Crescenzo Paliotta: "La situazione del nostro mare sta tornando alla normalità e non è assolutamente quella che potrebbe apparire leggendo i comunicati di Legambiente o di altri organismi che, probabilmente non conoscono bene il nostro territorio".

"E' ampiamente noto - ha continuato Paliotta - che i problemi del litorale a nord di Roma dipendono essenzialmente dalla foce del Tevere da una parte ed occasionalmente, dal traffico delle navi passeggeri al largo di Civitavecchia che purtroppo a volte gettano in mare i loro rifiuti. E' quindi poco comprensibile che si parli di Ladispoli, Cerveteri dimenticando località che sono a pochi chilometri dalla foce del Tevere".


"Riconfermiamo - ha sottolineato Paliotta - la nostra richiesta alla Regione Lazio che, oltre ai controlli periodici dell'Arpa, ci sia un monitoraggio quotidiano del nostro mare con un contatto diretto tra Capitaneria, Protezione civile e comuni: in questo modo potremo avere costantemente il quadro della situazione. Così sarà ancora più chiaro capire le origini di alcuni fenomeni che comunque rimangono isolati. Ladispoli non ha nulla da temere, invitiamo i dirigenti di Legambiemnte e chiunque altro lo voglia, a visitare il nostro impianto di depurazione ed, eventualmente a sorvolare il tratto di costa del nostro comprensorio con il servizio di elicotteri che ogni settimana scatta le foto del nostro mare. Non occorre alcun intervento straordinario di disinquinamento e nessun divieto: l'Agenzia regionale si è già espressa ed è l'unica ad aver titolo su questa normativa".

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