Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Ladispoli: ritrovati e sequestrati beni archeologici da scavi clandestini

La refurtiva era in casa di un 67enne pregiudicato italiano che stava vendendo alcuni pezzi ad un uomo di Ciampino. Da una prima perizia è emerso che l'85% dei resti è frutto di imitazione. Denunciato il 67enne

Ottocento anfore e vasi di origini etrusca, reperti di epoca romana, monete romane e oggetti in bronzo ed in pasta vitrea. E' questa la scoperta fatta ieri dagli agenti della questura di Roma nell'abitazione di Ladispoli di un pregiudicato italiano di 67 anni.

Gli Agenti, a conoscenza che un trentenne di Ciampino si sarebbe incontrato, in una ignota località, con il 67enne pregiudicato per l’acquisto di reperti archeologici frutto di scavi clandestini, hanno predisposto un servizio di osservazione che ha permesso di individuare il mezzo e di seguirlo per la sconosciuta destinazione.

I due uomini, incontratisi a Ladispoli, si sono recati nella villa di proprietà del 67enne in viale  Virginia per concludere la trattativa. Interrotti da uno degli agenti che ha suonato il citofono sono usciti frettolosamente dall’abitazione. Ad attenderli però all’ingresso hanno trovato i poliziotti che hanno proceduto alla loro identificazione.
 
Durante la perquisizione all’interno della villa gli Agenti hanno rinvenuto e sequestrato numerosissimi reperti di interesse archeologico risalenti all’epoca romana, vasellame di origine etrusca (circa 800 anfore e vasi), monete romane, oggetti in bronzo ed in pasta vitrea.

Il sostituto procuratore Dr. De Gregorio della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia, ha disposto l’esecuzione di una perizia tecnica a cura della Soprintendenza per i Beni Archeologici Etruria Meridionale  competente per territorio.

Dalla perizia è risultato che circa l’85 per cento dei materiali sono di “imitazione” ed il restante presumibilmente autentico. Ogni singolo pezzo dovrà comunque essere sottoposto ad un approfondito esame dal momento che le abili imitazioni eseguite potrebbero ingannare anche un occhio esperto

Condotto negli Uffici del Commissariato Marino, il pregiudicato con precedenti specifici, al termine degli accertamenti di rito è stato denunciato in stato di libertà per ricettazione e impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato.

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