Cronaca

Killer impiccato, dubbi sulla dinamica: vendetta o suicidio?

Per la questura si tratta di suicidio, ma alcuni aspetti non tornano. Il killer di Torpignattara trovato impiccato forse avrebbe ingerito anche veleno per topi

Il casolare in cui è stato ritrovato Mohammed Nasiri - TmNews/Infophoto

Dubbi e domande: queste le prime reazioni suscitate dal ritrovamento del cadavere di uno dei due killer di Torpignattara. Il corpo ritrovato è di Mohammed Nasiri, 30 anni e lui sarebbe uno dei due presunti assassini che in quella tragica rapina uccisero Zhou Zheng e la piccola Joy. Nasiri è stato trovato impiccato in un casolare quasi impossibile da raggiungere senza mezzie, prima di uccidersi, avrebbe anche ingerito del veleno per topi

VELENO PER TOPI -  Quello ritrovato ai piedi dell'uomo era veleno per topi. Quindi, secondo una prima ipotesi, Nasiri potrebbe aver tentato di suicidarsi con il veleno prima di impiccarsi. Elemento, quest'ultimo, che sarà accertato con gli esiti dell'autopsia. Intanto le indagini si sono concentrate sul luogo del ritrovamento. Ci saranno ora da accertare tutte quelle dinamiche poco chiare: la posizione del gancio, la presenza di basi per arrivare da solo fino a quel punto o se necessariamente servisse un “aiuto”, come sia arrivato in quel casolare e se, effettivamente, abbia ingerito anche il veleno.
I carabinieri continuano le ricerche dell'altro rapinatore, più giovane, che potrebbe essere ancora a Roma.

IL RITROVAMENTO - Il cadavere è stato scoperto domenica al km 14 di via Boccea, ma la morte risalirebbe a tre-quattro giorni fa. Secondo la Procura, al momento non sembrano esserci dubbi che si tratti di suicidio. Il motivo potrebbe essere dato dal rimorso per l'azione commessa. Il marocchino, con precedenti per rapina furto e reati contro il patrimonio, è stato identificato attraverso le impronte digitali. Inoltre, il corpo di Nasiri è stato trovato in una zona utilizzata di solito per un gioco chiamato Softhair, una sorta di guerra simulata: sono stati proprio alcuni partecipanti ad avvisare ieri le forze dell'ordine, secondo quanto emerso.



L'IDENTIFICAZIONE - I due nordafricani erano stati individuati dai carabinieri del Comando provinciale di Roma e del Ros sulla base delle immagini di alcune telecamere di sorveglianza e del Dna estratto da tracce lasciate sullo scooter usato per il massacro, su una maglietta e su altri oggetti dei killer. Oggi in Procura a Roma si è tenuta una riunione tra il procuratore reggente Giancarlo Capaldo, l'aggiunto Pierfilippo Laviani e il capo del Nucleo investigativo dei carabinieri, tenente colonnello Lorenzo Sabatino.

LE VOCI DAL QUARTIERE - Nel quartiere del duplice delitto qualcuno tira in ballo la mafia cinese. "Sono arrivati prima loro", dicono diversi abitanti. Una voce contrastata con forza dalla portavoce della comunità cinese romana. "Siamo sempre afflitti dal dolore e speriamo che ora catturino l'altro assassino, ma la notizia ci ha dato un certo sollievo", ha detto a caldo la sorella di Zhou, secondo un amico di famiglia. I parenti sono stretti intorno alla vedova, Lia Zheng, ferita nella rapina e sconvolta dalla perdita dei suoi cari.
 

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