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John Durkin ritrovato sui binari con le gambe amputate: un'inchiesta chiarirà la sua morte

Si indaga per chiarire le circostanze della morte del giovane americano, travolto e ucciso da un treno sotto la galleria Pamphili. Nei prossimi giorni gli esiti degli esami tossicologici

"Vogliamo tutta la verità". A parlare è Tim Durkin padre di John, lo studente di 21 anni trovato morto giovedì mattina sotto la galleria Pamphili, tra le stazioni San Pietro e Trastevere. Ad ucciderlo un treno in corsa che lo ha travolto tagliandogli le gambe. Così lo hanno ritrovato, poco dopo le 7 del mattino, gli uomini della Polfer. Impossibile identificarlo. Solo due giorni dopo, scorrendo la lista delle persone scomparse, si è giunti all'ipotesi che potesse essere Durkin. Ieri, alle 12, il drammatico riconoscimento del padre. Tanti i punti interrogativi su questa vicenda. Ecco perché si continua ad indagare per far luce sulle circostanze che hanno portato questo ragazzone del New Hampshire a ritrovarsi sui binari. Le ipotesi aperte al momento sono due: un incidente o il suicidio.

LE ULTIME ORE DI JOHN - Gli ultimi ad aver visto John sono i suoi compagni di corso del "The Barbieri Center", un'università americana dell'Aventino. Con loro Durkin era uscito mercoledì sera, recandosi a Campo de' Fiori, precisamente allo "Sloppy Sam's", uno dei tanti pub della piazza. Qui lui aveva deciso di fermarsi un po' di più dei suoi compagni di corso.

Gli investigatori stanno cercando di capire l'ora precisa in cui ha lasciato il pub. I suoi amici hanno detto di averlo salutato all'1.30. Il locale chiude alle 2.00. Il suo cellulare spento e il mancato uso della carta di credito non hanno di fatto lasciato tracce. John torna a comparire 4 ore e mezzo dopo, quando un macchinista, su segnalazione di un passeggero, segnala il corpo sui binari. Nelle ore successive al ritrovamento, quando nessuno pensava potesse essere Durkin, si era ipotizzato che l'investimento potesse essere avvenuto nel corso della notte. Anche questo particolare ora assume importanza decisiva per collocare con maggiore precisione la morte del giovane.

DA CAMPO DE' FIORI AI BINARI - Dal locale ai binari il tragitto non è breve. Sono quasi tre chilometri, da percorrere interamente a piedi. Una mezz'ora buona di cammino, in piena notte. Come e perché John è arrivato lì? Le risposte arriveranno dagli esami tossicologici e dalle analisi delle telecamere. Dagli esami autoptici si dovrà capire se Durkin ha assunto droghe o alcol quella sera. Inoltre si proverà a capire se le ferite presenti sul corpo sono tutte compatibili con l'impatto con il treno oppure è intervenuto qualcos'altro a provocarle. Le telecamere invece dovranno chiarire se lo studente del Bates college si è allontanato da solo da quel locale o in compagnia. Possibile anche l'acquisizione dei filmati della stazione San Pietro.

Gli uomini della polizia ferroviaria al momento tendono a escludere l'ipotesi che qualcuno possa aver portato Durkin sotto la galleria Pamphili. Troppo impervio il luogo del ritrovamento per trascinarvi un corpo. Aperte tutte le altre piste, a cominciare dal suicidio. Appare però difficile immaginare un motivo che possa aver spinto questo ragazzone a farla finita. Di ottima famiglia, brillante negli studi e una promessa del footbal americano, non sembrano esserci nel suo passato punti bui che possano averlo spinto ad uccidersi.

In America intanto la famiglia si è chiusa nel dolore. La villetta di Rye avvolta dalla neve è assediata dai cronisti, tenuti però a debita distanza dai familiari. Sono i social network a raccontare tutto il dolore per questa perdita che i media americani tutti, dalla Cnn alla Cbs, raccontano come "avvolta nel mistero".

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