Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Schiacciata da un cancello alle Torri dell'Eur, due condanne per la morte di Isabella Monti

L'ex docente della Sapienza, 66 anni, nell'ottobre del 2015 era stata travolta dalla cancellata di accesso al cantiere mentre passeggiava in via Colombo con la figlia. A distanza di 6 anni sono stati condannati fabbro e capocantiere, assolto l'architetto

Schiacciata da un cancello di ferro da 700 kg che le è caduto addosso mentre faceva una passeggiata. È morta così Isabella Monti, che nell’ottobre del 2015 aveva 66 anni e stava rientrando a casa passando nei pressi delle ex Torri del ministero delle Finanze, all’Eur, ai tempi in demolizione e dunque sede di cantiere affidato alla ditta Varian.

Monti, ex docente di matematica alla Sapienza, stava camminando con la figlia in via Cristoforo Colombo quando la pesantissima cancellata (aperta da poco per agevolare le operazioni di cantiere) è uscita dalle guide e le è crollata addosso. La donna era stata portata d’urgenza in ospedale, ma le ferite provocate dallo schiacciamento dopo due giorni si erano rivelate fatali.

A distanza di questi sei anni, il tribunale di Roma ha emesso due sentenze di condanna per omicidio colposo. Il reato contestato dal pubblico ministero Carla Canaia nella richiesta di rinvio a giudizio: una è per il fabbro che avrebbe dovuto riparare il cancello, e che è stato condannato a un anno e 8 mesi, una per il capocantiere, condannato a un anno. È stato invece assolto l’architetto Mauro Angeletti, responsabile della sicurezza, per non avere commesso il fatto.

“La famiglia è soddisfatta, per quanto possibile in un caso come questo, che siano state accertate le responsabilità - spiega l'avvocato Pierguido Stanchi dell'omonimo studio romano, che ha assistito il marito e la figlia della donna - Questi sei anni sono stati molto lunghi da diversi punti di vista, e c'era il timore che il processo si chiudesse con un nulla di fatto, anche per il cambio di giudice. Siamo invece stati lieti che il nuovo magistrato assegnatario abbia avuto modo di approfondire gli atti sposando l'impianto accusatorio, integrato anche dalle indagini difensive che svolgemmo allora come parti civili prima della revoca a seguito del risarcimento”.

Ad Angeletti, assistito dagli avvocati Patrick Stoya e Giorgio Sacco, era stato contestato il mancato adeguamento del piano di sicurezza e coordinamento: “Dopo sei anni abbiamo fatto chiarezza su ruoli e responsabilità del nostro cliente - spiegano Stoya e Sacco - e la correttezza del suo operato”.

Professoressa schiacciata da un cancello, condannati il fabbro e il capocantiere

Esito differente, invece, per il fabbro incaricato di riparare la cancellata e per il capocantiere, all’epoca dei fatti 55enni: il primo è stato condannato per negligenza nell’eseguire il lavoro (la saldatura è stata eseguita senza inserire un ammortizzatore) e “mancanza di specifica preparazione professionale per la manutenzione”, il secondo per il mancato controllo del lavoro degli operai.

Per i fatti del 15 ottobre 2015, va ricordato, erano state accusate di omicidio colposo cinque persone. Due avevano patteggiato - il legale rappresentante della ditta e il dipendente addetto ad aprire e a chiudere il cancello - scegliendo il rito abbreviato, mentre gli altri tre avevano optato per il rito ordinario.

Resta da capire, adesso, se per le due condanne verrà presentato appello, mentre la famiglia di Isabella Monti prova con fatica ad andare avanti dopo la tragedia che l’ha travolta.

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