Lucamaleonte racconta la street art: "Roma non l'accetta del tutto, ma piace agli anziani"

Il noto street artist della Capitale a Romatoday: "I romani sono stati abituati a vivere una città completamente devastata da scritte e ancora non capiscono bene la differenza"

Foto di 999gallery.com

Lucamaleonte è la sua tag. Classe '83, romano, è tra i nomi di street artist più noti sulla scena. Si muove in una Roma che "vive e vivrà sempre nel passato" e che ancora l'arte urbana "non l'ha capita del tutto", ma nota con piacere un crescente interesse. Specie, strano a dirsi, tra gli anziani, i più curiosi, quelli "che si informano e ringraziano". Tra le tante, è autore del volto del Capitano di 18 metri a Porta Metronia, prima opera del ciclo "Mitologia moderna", del Nido di Vespe al Quadraro, tributo alla memoria del rastrellamento, e di Catalogo, il suo lavoro preferito, lungo via delle Conce, sparito con il recente restauro del sottopasso. 

Sei romano e affreschi i muri della tua città. Che rapporto lega Roma alla street art? 

Guarda, in realtà al momento ho l'impressione che Roma non la accetti ancora, o che comunque non l'abbia capita del tutto. I romani sono stati abituati a vivere una città completamente devastata da scritte e ancora c'è grande confusione e non si notano le differenze, un muro scritto è pur sempre un muro scritto. Le cose però stanno migliorando, molto lentamente, ma lo stanno facendo.

E' pensiero comune che Roma non sia esattamente una città aperta al nuovo. Che viva insomma di glorie passate. Sei d'accordo? 

Roma vive e vivrà sempre nel passato, su questo non si discute, fa parte del suo fascino, ma è anche la sua condanna.

Che tipo di approccio alle opere di street art hai notato nei tuoi concittadini? 

L'unico approccio che posso notare è ascoltando i commenti mentre lavoro, stranamente si fermano più le persone anziane a ringraziare e ad informarsi, rispetto ai giovani. C'è tutta una fascia di popolazione, tra i 40 e i 60 anni, che sembra non approvare molto.

All'estero è diverso?

Decisamente, c'è molta più disponibilità ad investire in progetti di riqualificazione urbana, più apertura da parte delle autorità, più curiosità nel cambiamento. Speriamo che l'immobilismo romano cambi ad un certo punto, troppe cose dovrebbero cambiare.

Qual è fra le tue opere romane quella che preferisci e perché.

Il mio lavoro che più amo, al quale sono più affezionato, è purtroppo, un lavoro che non esiste più, era in via delle Conce, l'ho realizzato insieme ad Hitnes ed era un intero sottopasso dipinto con piante reali e animali immaginari. Il lavoro si chiamava Catalogo, e purtroppo non è neanche troppo ben documentato, adesso è stato vittima del restauro dei muri del sottopasso ferroviario, ci ho lavorato per più di un mese l'anno scorso.

L'arte di strada è per sua stessa natura arte democratica. C'è un ideale politico che sottiene alla scelta di esporre la propria opera in un luogo pubblico, da tutti fruibile? 

Dal mio punto di vista no, ma io non credo che sia così democratica, perchè legalmente o illegalmente sto forzatamente imponendo una mia visione a tutti, in qualche modo può essere vissuta anche come un atto di violenza da parte mia verso i cittadini, che io dipinga fiori o scene di guerra sto forzando le persone a guardare il mio lavoro, anche chi non ne ha voglia. La mia visione di democrazia è un po' differente.

La street art è spesso al centro di campagne di riqualificazione delle periferie romane. Torpignattara, il Quadraro, San Basilio. Se tu fossi il sindaco, cosa faresti per questi territori?

Non saprei, per fortuna non sono il sindaco. Penso però che progetti in cui si lavora affianco di chi vive il territorio sul quale si opera sono il futuro dell'arte urbana, la creazione di laboratori, conferenze e presentazione degli artisti e dei progetti ai comitati di quartiere, alle scuole, a quel punto si può iniziare a parlare di democrazia.

C'è molto interesse verso la street art da parte dei politici locali, specie di quelli municipali. Pensi che sia passione reale o semplicemente un cavalcare la moda specie se questa è anche bandiera anti degrado? 

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Ho notato anche io un interessamento sempre più accentuato da parte delle amministrazioni, ed ho anche conosciuto qualcuno, io ho sempre trovato persone curiose e aperte, che piano piano stanno iniziano ad appassionarsi realmente all'arte urbana, ne capiscono il potenziale e ne rimangono stregati.

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