Cronaca

Inquinamento delle coste laziali, Legambiente presenta un quadro preoccupante

Presentati oggi i dati raccolti da Goletta Verde sul litorale: i risultati non sono buoni, la foce del Tevere è la più inquinata "il fiume è una cloaca". Distribuite "bandiere nere" per tutta la costa

Goletta Verde, la nave di Legambiente che labisce le coste italiane per monitorare, informare e cercar di salvaguardare la salute delle nostre coste e le nostre acque, ha presentato oggi i risultati del suo passaggio del 30 giugno e 1 luglio scorsi sulle coste laziali. Ne è uscito un quadro abbastanza allarmante: in regione ci sono 14 punti critici, 9 dei quali fortemente inquinati.

I PUNTI PIU' INQUINATI - Fortemente inquinati sono il Lungomare Pyrgi di Santa Marinella, il fosso di Zambra a Cerveteri, la foce del Rio Vaccino a Ladispoli, il Canale sulla spiaggia di Rio Torto a Pomezia e molte altre località turistiche laziali. Spesso il grado di inquinamento maggiore si registra presso le foci dei vari canali, e la peggiore è quella del Tevere, la più inquinata del Lazio con una presenza del batterio dell'Escherichia Coli 40 volte superiore ai limiti di legge.

Una foce dove galleggiano liquami e pesci morti: "Con questi numeri e questo caldo il rischio di inquinamento microbiologico è elevato anche per le zone limitrofe" ha dichiarato il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati. Così Goletta Verde ha "regalato" una bandiera nera al comune di Roma e ad ACEA che gestisce il servizio idrico integrato: "non si possono sopportare per decenni foci così maltrattate, il biondo Tevere dentro Roma diventa una cloaca, un malato in attesa di cure che non arrivano, con depuratori malfunzionanti come quello a nord della Capitale". Il depuratore a cui si riferisce è stato recentemente sequestrato dalla Guardia di Finanza: sottoponeva i liquidi da depurare a soltanto ad una parte del processo e li riscaricava nel fiume. Il presidente di Legambiente si chiede poi che fine abbiano fatto "i 750 milioni di euro di fondi europei destinati anni fa alla regione Lazio per la depurazione per centrare entro il 2015 l'obiettivo di buona qualità delle acque, erano investimenti importanti ma sembrano dimenticati".

IL LITORALE - Bandiere nere distribuite un pò su tutto il litorale da Goletta Verde che non ha monitorato solo la qualità delle acque, ma anche quella complessiva del litorale. A Fiumicino per esempio, Legambiente ha denunciato il progetto "assurdo" di costruzione di un porto proprio sulle foci del Tevere, una zona che è, a parte l'inquinamento, a continuo rischio di esondazione. Bandiera nera al comune di Anzio per i "pennelli antierosione" privi di autorizzazioni ambientali, e al comune di Pomezia che intende incentivare la"delocalizzazione" degli immobili sulle coste. Coste già afflitte dalla piaga dell'abusivismo edilizio: 2.379 gli abusi solo nel 2009.  Bandiera nera anche alla splendida isola di Ventotene il cui sindaco però ha già fatto sapere di essere disposto ad un confronto con Legambiente sui temi di valorizzazione del territorio.

I PUNTI MIGLIORI - Ma Legambiente non fa solo liste nere: 12 località del Lazio sono state premiate dalla Guida Blu, compilata in collaborazione del Touring Club, che segnala le 364 località costiere che coniugano la qualità dell'offerta turistica e la sostenibilità del suo impatto ambientale. Purtroppo non si può fare a meno di notare un altro dato triste: il 94,5% del totale delle spiagge del litorale romano nel 2009 sono risultate inaccessibili, nonostante la legge obblighi i tititolari delle concessioni di consentire il libero accesso al mare. 

Quest'anno Main Partner della campagna estiva di Legambiente, è stato il COOU, Consorzio Obbligartorio degli Oli Usati. Il direttore Strategie Antonio Mastrostefano ha spiegato: "La difesa dell'ambiente, e del mare in particolare, rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. Se eliminato in modo scorretto l'olio (olio usato è ciò che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali ndr) può danneggiare l'ambiente in modo gravissimo: 4 chili di olio usato, il cambio di un'auto, se versati in mare inquinano una superficie grande come un campo di calcio".      

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