Cronaca

Camion bar: indagini sull'impero dei Tredicine e su possibili prestanomi

Si indaga per capire come l'impero dei camion bar, caldarroste e souvenir della famiglia si sia accresciuto a suon di delibere d'urgenza e autorizzazioni particolari. Indagini anche sui titolari delle concessioni

La procura si muove nell'impero dei Tredicine cercando di capire l'organizzazione e come fu possibile crearlo attraverso autorizzazioni e delibere d'urgenza.
Come riporta il Corriere della Sera, un nuovo esposto sui camion bar è stato presentato ai magistrati da Nathalie Naim, consigliera del I municipio in vengono elencate autorizzazioni fatte in passato dalle diverse giunte che si sono succedute, a prescindere da partiti e colori. Tra queste quella varata dalla giunta Rutelli, la 274, con cui si permetteva la modifica temporanea delle soste dei camion bar di via della Conciliazione al Colosseo e piazza Pio XII che ora sono diventate fisse.
Quello su cui si indaga è l'impero dei Tredicine, famiglia che nell'arco degli anni è riuscita ad ottenere le licenze, ormai impossibili da trovare, per la vendita ambulante nel centro storico e nei luoghi più turistici della città: dalle caldarroste ai camion bar passando per i souvenir arrivando a creare l'impero economico oggi esistente.

Le delibere di cui si parla, invece, non riguardano solo la giunta Rutelli, anche Alemanno, secondo quanto riporta il Corsera: “ha promosso il camion bar di Franco Falasca (altro ramo dei Tredicine) dalla sosta in piazza San Giovanni a quella su piazza dei Cinquecento. Dove non c'è bisogno del concertone per fare affari. Ma la normativa regionale che regola gli spostamenti parla di equivalenza commerciale e non di promozione”.

I magistrati però non starebbero indagando solo sulle autorizzazioni, ma anche sul sistema societario messo su dalla famiglia che, secondo il Municipio I, controllerebbe circa l'80 per cento delle licenze del Centro storico. Quello su cui si indaga ancora è anche l'ipotesi, secondo la quale, i titolari delle concessioni, cittadini del Bangladesh arrivati in Italia nullatenenti, possano essere dei prestanome per i Tredicine.
Una teoria tutta da verificare e che, come racconta il quotidiano, per capire è “illuminante il caso dei ricorsi presentati alla fine di maggio contro la sponsorizzazione destinata a fasciare il Colosseo in vista del suo restauro. Primo firmatario degli esposti Dino Tredicine, padre del consigliere comunale Giordano, insieme a Stefano e Tania Daniela Tredicine. A seguire una lunga lista di bengalesi titolari di licenze per camion bar tra l'Anfiteatro Flavio e i Fori Imperiali. Le indagini sono solo all'inizio di un percorso che si presenta lungo e non semplice e nel quale per ora non compaiono indagati.”

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