Suicidio dalla finestra del commissariato: si indaga per omicidio colposo

Un atto dovuto per il Pm, per escludere responsabilità esterne. Beh Fathi Hamdani è morto sul colpo dopo essersi lanciato dal terzo piano del commissariato Viminale. Era stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale

C'è il fascicolo, e ora anche l'ipotesi di reato: omicidio colposo. Un atto dovuto per il Pm titolare dell'inchiesta che serve ad accertare che non vi siano responsabilità esterne, come riportato da Il Messaggero. Per ora la dinamica del suicidio sembra ancora la più quotata dagli investigatori che indagano sulla morte di Ben Fathi Hamdani, il tunisino morto sul colpo dopo un lancio dal terzo piano del commissariato viminale, in via Farini. Ma ancora si attendono i risultati dell'autopsia, senza escludere comunque l'ipotesi che l'uomo abbia tentato di aprirsi una via di fuga.

L'uomo, 45enne con precedenti specifici, sposato con una donna italiana, tre figli, residente a Orvieto, era lì per notificare un fermo, con l'accusa di violenza sessuale. A denunciarlo una ragazza di 22 anni che agli agenti ha raccontato di aver subito pesanti molestie in un appartamento di via Bissolati. Ma cosa è accaduto in quei secondi fatali, quando il corpo dell'uomo è finito sul marciapiede in un lago di sangue?

Gli agenti sono stati interrogati più volte e le versioni fornite sembrano concordare. Da qui la ricostruzione dell'accaduto. Ben Fathi era in stanza con un agente, gli ha chiesto un bicchiere d'acqua, pochi secondi di distrazione sufficienti per schiantarsi contro le persiane, sfondarle e cadere giù. L'uomo è morto sul colpo e questa è la dinamica ricostruita tramite il racconto dei poliziotti. Sempre Il Messaggero riporta parole pronunciate dalla moglie della vittima: "Era un gioiello di marito e di padre, un suicidio? Non era il tipo".

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