Cronaca

Madonna di Trevignano, veggente indagata per truffa. Nei guai pure il marito

La donna era stata protagonista di eventi di pellegrinaggio a causa di presunte apparizioni della Madonna

È indagata per truffa insieme al marito Gisella Cardia, la veggente di Trevignano protagonista dei massicci raduni di fedeli che organizzava ogni tre mesi alle porte di Roma per presunte apparizioni della Madonna. Con lei anche il marito. L'indagine della procura di Civitavecchia e dei carabinieri e la consegnuente iscrizione nel registro degli indagati come atto dovuto, arrivano dopo le denunce di un ex sostenitore di Gisella.

L'uomo, infatti, aveva donato circa 123mila euro all'associazione 'Madonna di Trevignano', appartenente ai due coniugi, per poi pentirsi. Le 'visioni' di Gisella avevano portato all'istituzione di una commissione, voluta dalla diocesi di Civita Castellana, per indagare sulla natura soprannaturale dei fenomeni raccontati dalla donna.

Il responso della commissione nel marzo scorso è stato inequivocabile: i fatti di Trevignano sono stati definiti "non sovrannaturali" ritenendo di fatto Cardia inattendibile e invitando i fedeli a non partecipare ai raduni di preghiera. A causa delle incongruenze, delle testimonianze poco chiare e delle accuse di falsità, Gisella è stata così ufficialmente sconfessata dalla diocesi. Un provvedimento a cui ha fatto seguito anche la stretta del Vaticano riguardo i fenomeni paranormali, mentre Cardia continuava con i raduni.

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