Cronaca

Rifiuti: l'incontro al Ministero dell'Ambiente e intanto monta la protesta

Giovedì 22 marzo, si svolgerà l'incontro al Ministero dell'Ambiente per decidere sul futuro del post Malagrotta. Intanto i cittadini continuano a protestare contro i siti alternativi individuati dalla Regione

Ci si augura che questa volta l'incontro sia davvero risolutivo. Altrimenti il rischio Roma come Napoli potrebbe farsi concreto. Domani, giovedì 22 marzo, al Ministero dell'Ambiente, si siederanno al tavolo del ministro Clini tutti gli attori dell'emergenza rifiuti romana e la speranza è che si alzino con una soluzione. Ci sarà il Campidoglio, la Regione Lazio, la Provincia di Roma ed il prefetto-commissario per i rifiuti Giuseppe Pecoraro. Pena un'ulteriore proroga della maxi discarica di Malagrotta, già sanzionata dall'Europa.  

LE PROTESTE - I cittadini che temono di vedere sorgere vicino alle loro case le discariche che dovrebbero prendere il posto di Malagrotta stanno sferrando l'affondo in vista dell'incontro di domani.

A Roma Nord ci si oppone all'ipotesi di una discarica a Riano e i residenti hanno fatto un'appello su "Il Sole 24 Ore" firmato anche da Dario Fo e Franca Rame. Un appello al presidente Napolitano, al presidente Monti e ai ministri Clini ed Ornaghi "contro la realizzazione di una nuova discarica presso le cave di Quadro Alto e/o di Pian dell'Olmo, in vista della chiusura di Malagrotta, la discarica più grande d'Europa". Ma l'individuazione dei siti alternativi sembra una sorta di rompicapo. Sul piatto ci sono i due siti individuati da Pecoraro Riano e Corcolle, entrambi scelti perché cave con volumetrie imponenti subito disponibili e altri cinque che uno studio preliminare della Regione ha fornito al commissario, e cioé Osteriaccia, Castel Romano, Pizzo del Prete, Monti dell'Ortaccio e Pian Dell'Olmo.

Sul sito di Corcolle proprio Clini la scorsa settimana in un'audizione alla commissione Ecomafie ha riferito che "per il ministro Ornaghi (Mibac, ndr) la situazione è difficilmente aggirabile" vista la vicinanza con Villa Adriana". Quanto a Monti dell'Ortaccio, di proprietà del patron di Malagrotta Manlio Cerroni, accanto alla vecchia maxidiscarica, per la Ue tutta l'area è classificata come contaminata. Di oggi il corteo di protesta dei residenti della zona. L'altra cava in ballo, Pian dell'Olmo, del resto è molto piccola (200 mila metri cubi; a Riano-Quadro Alto, sono 2,8 milioni) ed è vicinissima a Riano.

Ma se decisioni pratiche non saranno prese qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di prorogare per l'ennesima volta la discarica di Malagrotta. Intanto oggi il "il popolo della nebbia", quello che vive tra i fumi di discariche, gassificatore, inceneritore, raffineria e altri impianti industriali, ha montato la sua tenda al ministero dell'Ambiente. "Andremo domani dal ministro Clini sperando di trovare una soluzione che eviti a Roma di finire nell'emergenza - ha detto il presidente della Regione Lazio Renata Polverini - Ci auguriamo che il gruppo di lavoro tecnico abbia prodotto dei risultati che al momento ancora non conosciamo. Se sono ottimista? Lo sono per natura". E sull'incontro di domani il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha osservato: "dovremo fare un punto della situazione per dare una risposta chiara sull'alternativa per chiudere Malagrotta".
(ANSA)

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