Venerdì, 12 Luglio 2024
Incidenti stradali Labaro / Via della Giustiniana, 401

Il giudice Stefano Venturini è morto in un incidente a Roma

Il magistrato di 63 anni è deceduto venerdì mattina in ospedale

Stefano Venturini, giudice presso la corte d'Appello di Roma, è morto in seguito a un incidente stradale avvenuto a Roma Nord. Il magistrato, originario di Tagliacozzo, in provincia de L'Aquila, è rimasto coinvolto alle 16:00 di giovedì pomeriggio (13 giugno) in uno schianto mentre percorreva in sella alla sua motocicletta via della Giustiniana (altezza civico 401) in zona Labaro-Prima Porta. Per cause ancora da chiarire, si è scontrato frontalmente con un’altra moto - condotta da un uomo di 48 anni che procedeva nella direzione opposta. 

Morto il giudice Stefano Venturini

Subito dopo l’incidente, secondo quanto apprende l’agenzia LaPresse, il magistrato di 63 anni, che si trovava in sella a una Yamaha Virago è stato trasportato d’urgenza nel reparto di rianimazione dell'ospedale Sant'Andrea. Ma non ce l’ha fatta: è deceduto venerdì mattina. Ferito anche il motociclista alla guida di una Yamaha Tenerè, trasportato in codice arancione al policlinico Gemelli. 

70 morto a Roma e provincia nel 2024 

Starà ora agli agenti del XV gruppo Cassia della polizia locale di Roma Capitale, intervenuti su via della Giustiniana per i eseguire i rilievi scientifici, ricostruire l'esatta dinamica dell'ennesima tragedia stradale sulle strade della Capitale. Venturini è la 70esima vittima sulle strade di Roma e provincia da inizio 2024.

Il cordoglio del sindaco di Ovindoli

A esprimere vicinanza alla moglie e al figlio di Stefano Venturini il sindaco di Ovindoli, comune montano della provincia de L'Aquila, Angelo Ciminelli che sulla sua pagina facebook scrive: "L'amico, il collega Stefano Venturini non c'è più. Ho conosciuto personalmente Stefano nel 2001. Arrivò al noleggio per parlare del figlio Federico. Mio padre mi disse “c’è un mio amico,  Stefano, vuole parlarti". Da quel momento è nata un’amicizia speciale e particolare: ho allenato Federico per 10 anni. Amico vero, speciale, sempre pronto a dare consigli. Casa sua era casa mia. Tanti momenti passati insieme, belli e brutti. Il vedere realizzato un sogno, quando diventò maestro  di sci Federico e successivamente Luigi il suo amato nipote. La scomparsa prematura del fratello Paolo (per tutti Topicchio) ha segnato un momento drammatico per lui e per tutti noi. Condivido con voi il suo messaggio quando Luigi diventò maestro. Il resto lo porto nel mio cuore. Riposa in pace amico mio".  

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