Investito da uno scooter, morto professore del liceo Righi: la famiglia autorizza espianto degli organi

I suoi studenti al Righi lo attendevano a lezione. Romina Pepe, professoressa e migliore amica del professore: "In accordo con la famiglia abbiamo autorizzato l'espianto degli organi"

Foto dal profilo Facebook di Marco Visentin

Gli studenti del Liceo Righi di Roma lo aspettavano per la consueta lezione ma lui, il professor Marco Visentin, davanti lo schermo per l'ora di insegnamento in didattica a distanza venerdì non è mai arrivato. E mai ci sarà più. Marco Visentin, 45 anni, è morto dopo essere stato investito da uno scooter T-Max Yamaha lo scorso venerdì 30 ottobre a circa 200 metri da casa, all'Esquilino. 

Il professore è morto ed i parenti, secondo quanto si apprende, avrebbero già firmato il consenso per l'espianto degli organi. Un conferma che, nella giornata di oggi, lunedì 2 novembre, è stata data a RomaToday anche dall'ospedale San Giovanni dopo l'uomo era stato trasportato.

Nel frattempo la polizia locale di Roma Capitale con il I Gruppo Trevi ha raccolto già diversi elementi sul sinistro. Erano le otto del mattino quando Visentin stava attraversando l'incrocio di piazza Vittorio, all'altezza con via Mamiani. Un impatto tremendo "in prossimità delle strisce pedonali", spiegano i caschi bianchi che aggiungono: "Non c'è stata omissione di soccorso".

Il 57enne alla guida del T-Max, che si è fermato a prestare i primi soccorsi dopo l'investimento, è stato trasportato al Santo Spirito: lui non è in gravi condizioni. Per Marco Visentin, invece, la condizioni sono apparse subito disperate, già fino al momento della corsa all'ospedale San Giovanni, dove il professore 45enne è arrivato con un serio ematoma alla testa. 

In poche ore la sua situazione clinica è peggiorata entrando in uno stato di come definito "irreversibile" anche dai suoi cari. Nella giornata di domenica, Romina Pepe, professoressa e migliore amica di Marco Visentin, ha confermato la drammatica notizia: "In accordo con la famiglia abbiamo autorizzato l'espianto degli organi. Marco salverà la vita ad altre persone. Grazie a tutti per i numerosissimi messaggi di affetto e di vicinanza".

Un post struggente, molto umano, accompagnato da una foto in cui si vedono i due "truccati": "Ad Halloween ci capitava di finire in un supermercato a fare gli scemi con i gadget a tema - racconta Romina Pepe - Facevamo spesso gli scemi, nonostante i nostri post 45 anni, o forse proprio per quello, ma facevamo anche discorsi seri, passeggiando per il rione, nei nostri 'mondezza tour' o andandoci a prendere un dolcino da Regoli o 'le paste di fragoline' da D'Amore. Non potremo più farlo".

"Marco era gentile, colto, spiritosissimo, generoso; ti ascoltava quando avevi un problema e pretendeva anche lui un'attenzione assoluta quando ti parlava dei suoi (quante litigate per la mia attenzione altalenante o perché gli dicevo di andare al punto invece di prenderla larga e raccontare ogni dettaglio!). - aggiunge - Se n'è andato così, una mattina di ottobre: era uscito per fare la spesa al mercato e non è più tornato nella sua casa di via Principe Amedeo".

Un ricordo accompagnato da un appello: "Noi, i suoi amici, abbiamo scoperto cosa fosse successo nel pomeriggio di venerdì, perché non rispondeva più ai messaggi né al telefono: abbiamo cominciato a chiamare gli ospedali e lo abbiamo trovato al San Giovanni, in terapia intensiva, già in condizioni critiche. Chiunque si sia trovato venerdì mattina intorno alle otto tra Piazza Vittorio e via Mamiani e sa o ha visto qualcosa dell’incidente può scrivermi in privato: non serve a salvarlo, purtroppo, ma dà a noi amici - increduli, impotenti, straziati- almeno un quadro più chiaro di cosa sia successo".

A ricordare il professore amante delle filosofia, del giornalismo (era iscritto all'Ordine) e della montagna (tante sono le sue foto du Facebook che raccontano delle escursioni fatte) anche il comitato dei genitori del Liceo Righi: "Le appassionate, coinvolgenti lezioni di filosofia e storia, in presenza o a distanza, erano saltate solo per qualche bizza di un ginocchio da operare. Stavolta nessuna notizia, nessun link. Silenzio. Uno strano silenzio rotto da un post che i ragazzi non avrebbero mai voluto leggere: il professore Marco Visentin era stato investito da uno scooter a piazza Vittorio, a pochi passi dalla sua abitazione. Un urto violento, il ricovero al San Giovanni, l'operazione, il coma irreversibile e oggi l'addio. Il pianto dei familiari, degli amici, dei ragazzi del Righi che gli volevano un gran bene. Era arrivato da non molto ma si era guadagnato la stima e l'affetto di tutti".

Con la morte del professor Visentin le indagini della Polizia Locale, così come da prassi, diventeranno per "omicidio stradale". Solo attraverso il sequestro del T-Max coinvolto, l'acquisizione delle telecamere di zona e l'ascolto di qualche eventuale testimone, la posizione del conducente dello scooter potrebbe cambiare. Al momento l'uomo non risulta indagato. 

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