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Sabato, 22 Giugno 2024
Incidenti stradali

Incidente Casal Palocco, verifiche sui cellulari degli youtuber. Un testimone: "Quel bolide sfrecciava dalla sera prima"

I familiari attendono la restituzione della salma per potere procedere con i funerali. Ieri la perquisizione nella società dei TheBorderline

Cosa è accaduto negli attimi che hanno preceduto il drammatico impatto costato la vita al piccolo Manuel? E' questo l'obiettivo delle indagini che la procura di Roma sta portando avanti con l'ausilio della polizia locale di Roma Capitale. Per rispondere a questo quesito si stanno raccogliendo le testimonianze di chi era sulla scena dell'incidente e si sta procedendo ad analizzare i cellulari e le chat del gruppo di youtuber che era a bordo dell'auto a noleggio trasformatasi in un arma. 

Opinioni - Sì, fare video su youtube per tanti è un lavoro. E sì, se è senza regole non è colpa dei TheBorderline 

Le perquisizioni

Ieri una serie di perquisizioni sono state disposte presso la sede della società Theborderline che fa riferimento al gruppo. Le forze dell'ordine si sono recate a casa dell'indagato, Matteo Di Pietro, che secondo quanto ricostruito era alla guida della Lamborghini Urus. Sequestrato il suo cellulare, così come quello degli altri ragazzi a bordo. I pm di Roma hanno conferito ieri mattina l'incarico al consulente: l'obiettivo è quello di verificare la presenza nei dispositivi di video e messaggi utili all'indagine per ricostruire quanto avvenuto. In particolare si vuole capire se negli istanti che hanno preceduto l'impatto chi guidava fosse  distratto perché al telefono. Oppure se lo stesso, magari ripreso da un altro filmato, fosse impegnato contemporaneamente a finire nel video che sarebbe poi finito sul canale youtube del gruppo. 

Nell'inchiesta aperta a piazzale Clodio e coordinata dal procuratore aggiunto Michele Prestipino si indaga per omicidio stradale e lesioni. Unico indagato per ora è Matteo Di Pietro. La posizione degli altri ragazzi presenti in auto resta al vaglio dell'autorità giudiziaria. 

Gli interrogatori

In procura sono stati ascoltati anche alcuni appartenenti al collettivo che però non erano a bordo dell'auto quel pomeriggio. In calendario, appena le condizioni lo renderanno possibile, anche la convocazione per la mamma del piccolo, che ha lasciato l'ospedale Sant'Eugenio dove era stata ricoverata. 

I testimoni

Continuano a spuntare intanto testimoni che disegnano il contesto in cui l'incidente è avvenuto, quello in particolare di un'auto, la Lamborghini Urus, che già si era fatta conoscere nella zona nelle ore precedenti perché vista sfrecciare. Francesco, 41 anni, ha parlato all'AdnKronos: "Martedì sera, intorno alle 20, ho incrociato quella Lamborghini davanti a casa. Ero col cane alla rotatoria di via Salorno, all'incrocio con via Bedollo. Andavano verso via San Candido, una strada larga e lunga dove a tutte le ore vengono a correre". "Ricordo bene che avevano i finestrini abbassati - continua - ridevano tra loro, erano allegri. Li ho sentiti accelerare appena superata la rotatoria da via Salorno, mi è rimasto impresso perché ho pensato a quanto fosse silenziosa. Ho pensato, 'ecco i soliti figli di papà col bolide. Quando invece ho visto le foto dell'incidente ho ricollegato e ho provato una gran rabbia".

Si attende la salma per i funerali

I familiari  attendono la restituzione della salma per potere procedere con i funerali. Le esequie arriveranno dopo il nulla osta della Procura che ha disposto l'autopsia. I pm vogliono avere un quadro chiaro delle cause del decesso: la morte del piccolo è stata, infatti, dichiarata circa una ora e mezza dopo l'incidente, dopo il drammatico tentativo di salvargli la vita messo in atto dal personale del 118.
 

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