Via Nomentana e gli incroci pericolosi: dopo la morte di Serena Greco si punta alla messa in sicurezza

Quattro carreggiate, sei corsie: nel tratto da porta Pia a Villa Torlonia la Nomentana scambiata da tanti per un'autostrada. E gli incidenti si susseguono

Da Corso Trieste verso via Spallanzani, strada che costeggia villa Torlonia, attraversando le quattro carreggiate, e sei corsie, di via Nomentana. Un incrocio su cui si sono accesi i riflettori dopo la morte di Serena Greco, rimasta uccisa venerdì in un terribile incidente avvenuto poco dopo le 16. Una carambola, l'ennesima, che ha riportato alla mente la morte di Francesco Di Terlizzi, il 20 aprile del 2017. Ma non solo. "Qui", commentano residenti e commercianti, "gli incidenti sono all'ordine del giorno e ad ogni attraversamento c'è da farsi il segno della croce". 

Si tratta di un incrocio semaforico dove si arriva, soprattutto sulla Nomentana, a velocità sostenute. Da Corso Trieste si passa ad una via più stretta, via Spallanzani: un attraversamento di quattro carreggiate e sei corsie, con un semaforo non lunghissimo e dove in tanti, per la fretta, tendono a passare anche con il giallo, quando non con il rosso. Il risultato è che mentre sulla Nomentana è diventato verde, dando quindi a chi proviene da Porta Pia il segnale di strada libera, ci sono mezzi che stanno ancora attraversando l'incrocio, rubando l'istante per non perdere ulteriori minuti al semaforo. E qui, per questo, si creano incidenti. 

L'incidente di venerdì è ancora tutto da decifrare, come da capire è l'eventuale ruolo avuto dell'auto coinvolta e poi rintracciata sulla Tuscolana. Sta di fatto che la morte di Serena Greco ha riacceso le polemiche. C'è chi chiede le telecamere, chi la messa in sicurezza dell'incrocio. Tra questi la presidente del II municipio, Francesca Del Bello. "Prima di tutto vorrei esprimere il mio cordoglio e quello di tutto il municipio alla famiglia - dichiara a RomaToday  - ho sentito i vigili urbani il giorno dopo l'incidente e la valutazione che abbiamo fatto è che chiederemo dei provvedimenti per mettere l'incrocio in sicurezza, anche con l'aiuto del dipartimento Mobilità comunale. Qualcosa bisognerà assolutamente fare. Purtroppo via Nomentana è una via molto pericolosa, dove gli incidenti sono spesso causati dall'eccesso di velocità". 

Nello stesso punto ha perso la vita, il 20 aprile 2017, Francesco Di Terlizzi, giovane originario di Fiumicino. A bordo della moto stava attraversando l'incrocio quando è stato centrato da un'auto. Sui muri di Villa Torlonia ci sono ancora le scritte che ne ricordano il decesso. 

E l'incrocio di Trieste Spallanzani non è l'unico di questo tipo sulla Nomentana, dove nel tratto da Porta Pia a villa Torlonia appunto si sono contati negli anni numerosi incidenti mortali, con pedoni travolti e uccisi da auto. 

Maledetto, ad esempio, è l'incrocio Nomentana -  viale Regina Margherita dove nei primi anni '10 si sono contati tre morti. In effetti, basta star fermi qualche minuto ad osservare l'andirivieni delle auto per rendersi conto dei rischi e delle insidie in questo crogiolo di strade che conduce verso i Parioli, il Policlinico, il quartiere Nomentano e via XX Settembre.  Le ambulanze a sirene spiegate, per esempio, fanno fatica ad attraversare l'incrocio, bloccando per pochi secondi l'afflusso delle auto. I commercianti dei negozi che si affacciano sull'incrocio conoscono meglio di chiunque altro la gravità della situazione. "Ogni volta che c'è un incidente si parla della pericolosità di questo tratto di strada, poi più niente - racconta con amarezza la signora del bar all'angolo su via Nomentana -, spesso sentiamo delle brusche frenate e usciamo terrorizzati".


 

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