Lunedì, 22 Luglio 2024
Incidenti stradali

Gaia morta sulla Laurentina, la donna alla guida: "Bevuto un bicchiere di vino. Una distrazione è stata fatale"

La procura affiderà una consulenza per stabilire la dinamica dell'incidente. L'avvocato Cacciotti, che segue Sonsirie Betti, intervistato da RomaToday, prova a fare chiarezza su quanto accaduto

"Ho bevuto un bicchiere di vino, forse uno e mezzo. Poi mi sono messa alla guida e ho avuto una distrazione. Pioveva e la strada era buia". Questa è la versione di Sonsirie Betti, la donna di 33 anni al volante della Golf che si è ribaltata in modo tragico sabato notte sulla Laurentina. In auto con lei c'era Gaia, sbalzata fuori dall'auto e morta a 13 anni. Seduta sul sedile del passeggero c'era Giada, la mamma di Gaia. Lei è ancora in ospedale in gravi condizioni, ma non in pericolo di vita.

Sonsirie Betti, assistita dall'avvocato Alessandro Cacciotti, è consapevole che non si perdonerà mai quella che, secondo i primi rilievi della polizia locale, è stata una manovra azzardata. Una "distrazione", ha detto Sonsirie Betti, ora indagata per omicidio stradale aggravato. Al Corriere della Sera, attraverso il suo legale, ha raccontato il suo stato d'animo rivelando che due anni fa in un incidente stradale l'uomo che stava per sposare è morto. Era lui alla guida. Un drammatico intreccio del destino.

La ricostruzione 

Sonsirie Betti e Giada, con la figlia Gaia, erano andate a cena fuori e stavano tornando verso casa. Una serata tranquilla come tante. A cena si beve un bicchiere di vino, "forse un bicchiere e mezzo". Poi le tre entrano in macchina e quello che succede dopo lo racconta attraverso il suo legale: "Pioveva molto forte, ho avuto una distrazione e non ho visto la rotonda. È stata una tragedia".

Secondo quanto ricostruito, l'auto arrivata all'altezza di via Giovanni Gutenberg ha impattato contro la rotatoria ribaltandosi più volte e per Gaia non c'è stato nulla da fare. In sostanza, come ha ammesso lei stessa, l'errore l'ha compiuto alla guida perché "non conoscevo la strada. Dentro ho una pena che non svanirà mai. Un incubo insieme alla scomparsa del mio compagno. Sto immaginando cosa prova la mia amica", ha detto.

La confessione

Lunedì la donna al volante si è presentata dalla polizia locale. "L'incidente c'è stato sabato notte, domenica ero fisicamente e psicologicamente distrutta. La mattina del giorno dopo mi sono presentata, senza avvocato, al comando dei vigili per raccontare quanto avvenuto". 

L'avvocato Cacciotti, contattato da RomaToday, ha invece voluto far chiarezza su qualche punto: "Non c'è stato nessun rimpallo di responsabilità tra lei e la mamma di Gaia. Così come nessuna impronta digitale della mia assistita è stata presa dal volante, è una cosa totalmente inesatta e irreale". Sonsirie Betti, in sostanza, secondo l'avvocato è stata collaborativa, anche perché il drammatico incidente ha avuto una dinamica "chiara", secondo l'avvocato.  

I nodi da sciogliere

L'indagine pone pochi dubbi, quasi marginali. Gaia, stando alla ricostruzione della polizia locale, era seduta al sedile posteriore e senza cinture. Da sciogliere c'è il nodo delle condizioni della strada e l'illuminazione pubblica. La procura nelle prossime ore, inoltre, affiderà una consulenza per stabilire la velocità a cui procedeva l'auto. Pochi elementi in sospeso per dare risposte a una tragedia che un senso non ce l'ha.

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