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Venerdì, 20 Maggio 2022
Incidenti stradali

Belen e l'incidente: "Trasferita al Pertini, alla faccia dei tagli"

Un medico scrive a Dagospia.com: "Credo che non sia giustificato trasferire una soubrette da un nosocomio ad un altro solo per garantirle una migliore sutura chirurgica"

Un medico scrive una lettera a Dagospia.com per denuciare quello che, secondo lui, è stato un trattamento anormale verso Belen, dopo il suo incidente in scooter avvenuto con il fidanzato Stefano De Martino. Il medico racconta che Belen Rodriguez è stata trasferita dall'ospedale di Tivoli, dove era stata portata subito, al Pertini. Il trasferimento sarebbe dovuto alla volontà di apporre dei punti di sutura in un ospedale con il reparto di chirurgia plastica. In un clima di austerity e tagli alla sanità, riferisce il medico, un trasferimento non motivato da motivi medici si sarebbe potuto evitare.

Riportiamo la lettera pubblicata dal sito

"Caro Roberto,
da medico che da anni lavora in un Pronto Soccorso di un ospedale romano mi preme farti le seguenti considerazioni sull'incidente con la moto che ha coinvolto lo scorso venerdì la soubrette Belen Rodriguez e il suo nuovo fidanzato, il ballerino Stefano De Martino. Le considerazioni sono essenzialmente sulla gestione clinica dei due malati che a mio avviso presenta delle anomalie.

I due nel pomeriggio di venerdì hanno un incidente con la moto da cui sono sobbalzati verso l'esterno con conseguente caduta a terra. Essendo l'incidente verificatosi sulla via Tiburtina, oltre il raccordo anulare, vengono portati da una ambulanza del 118 al DEA di 1° livello di riferimento rappresentato dall'Ospedale di Tivoli, cittadina nei dintorni di Roma.

Belen e Stefano lasciano il Pertini


I due, anche sulla base del loro aspetto e delle loro condizioni cliniche apparenti documentate dai filmati dei media, sono a quel punto sicuramente classificati come codici verdi (i pazienti non hanno sicuramente lesioni che coinvolgono organi e funzioni vitali ma necessitano di cure).

L'ospedale di Tivoli dispone di tutte le specializzazioni fondamentali in un ospedale con DEA (Medicina, Chirurgia, Radiodiagnostica, Ostetricia e Ginecologia e Rianimazione) ma non dispone di un reparto di chirurgia plastica. La soubrette ha riportato delle ferite lacero-contuse non in un segmento nobile come il viso ma in segmenti sicuramente meno importanti da un punto di vista medico come le gambe e le braccio.

A questo punto, a mio avviso senza un'apparente valida giustificazione, i due feriti in codice verde vengono urgentemente trasferiti con una ambulanza al DEA dell'Ospedale Sandro Pertini, nosocomio che dispone di un reparto di Chirurgica Plastica. Peraltro dopo i tagli effettuati nel comparto della Sanità nella Regione Lazio per il ripianamento del debito pregresso, i chirurghi plastici sono solo reperibili durante la notte (dopo le 20 di sera) e non sono in guardia attiva.

Io credo che non sia giustificato trasferire una soubrette da un nosocomio ad un altro solo per garantirle una migliore sutura chirurgica, in tempi in cui si cerca di risparmiare anche sull'acquisto delle garze dentro un ospedale e in cui per trasferire da un nosocomio all'altro un paziente in codice rosso o giallo possono a volte essere necessari anche alcuni giorni.

Credo che sia i diretti interessati che soprattutto coloro che gestiscono l'Emergenza Sanitaria nella Regione Lazio debbano necessariamente dare delle spiegazioni alla cittadinanza, agli utenti del Sistema Sanitario Nazionale e ai contribuenti."
Con questo ti saluto,

Un medico del SSN della Regione Lazio

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