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Incidenti stradali

Alex Tursi, l'infermiere investito e ucciso mentre aiutava le vittime di un incidente

Il 44enne era un operatore socio sanitario e da poco si era stabilito a Roma, ma le sue origini nascono a Rieti dove aveva ancora oggi tanti amici, sono rimasti sgomenti nell’apprendere della sua prematura morte

Alex Tursi è morto mentre stava facendo quello che gli riusciva meglio, ossia aiutare le persone. Era un operatore sanitario romano di 44 anni. È la vittima dell'incidente stradale avvenuto sulla A12. Lavorava in una clinica di Casal Palocco. A ricostruire quanto avvenuto è la polizia stradale. 

Tursi, secondo l'ipotesi, sarebbe sceso dalla sua Fiat Pand per prendere il giubbotto catarifrangente tenuto dietro e prestare i primi soccorsi a una coppia di anziani che aveva avuto un incidente autonomo. Non ha fatto in tempo a raggiungere i feriti però. Una Fiat Croma lo ha travolto. Poi a catena un altro tamponamento con altre tre auto.

Sul posto anche i vigili del fuoco. Per Alex Tursi non c'è stato nulla da fare. Non si esclude che fra le cause dell'incidente ci possa essere la velocità eccessiva di alcune auto. Le persone coinvolte nell'incidente, come da prassi, sono state sottoposte ai test di alcol e droga. Le auto sono state sequestrate.

Tursi era di Rieti. Si era trasferito a Roma da poco. Tutti lo ricordano con un grande cuore, sempre sorridente, gentile e disponibile ad aiutare gli altri. "Il bello dei ricordi è che lì rimarrà tutto esattamente così come è", ha scritto Emanuela su Facebook postando una foto insieme. Per Andrea si tratta di una "notizia che mi ha sconvolto e profondamente turbato". Lui aveva conosciuto Tursi "circa 15 anni fa in una escursione sui monti del Velino. Un ragazzo straordinario, sempre con il sorriso e con un cuore enorme sempre disponibile verso il prossimo. Caro amico non meritavi un così triste finale".

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