Incendio via Collatina vecchia, a febbraio lo sgombero poi l'area è finita abbandonata senza bonifica

Della Casa: "Bonifica pronta a partire, qualcuno ci ha preceduto facendo il giustiziere della notte. La nostra amministrazione è sotto attacco"

Trentacinque baracche e sei tende. Un'area compresa tra via di Grotta Gregna, via Collatina e via del Flauto. Qui il 6 febbraio scorso è intervenuta la Polizia Locale per abbattere le baracche dei rom. Qui, ieri sera alle 22, si è materializzato l'incubo dei residenti: un vasto rogo che ha riempito di fumo l'intera area est della Capitale. Una notte da incubo che, a distanza di ore, ha regalato all'intera area est di Roma, quella compresa tra i quartieri di Tor Sapienza, Tor Tre Teste, Alessandrino, Centocelle, Collatino e Colli Aniene, una densa e acre nube di fumo tossico.

Incendio via Collatina vecchia, disastro annunciato

Un disastro annunciato. Già, perché da tempo i residenti denunciavano la presenza di rifiuti. Lo hanno fatto sia prima che dopo lo sgombero dello scorso 6 febbraio. In mezzo il nulla, nonostante l'esultanza tanto del municipio IV, con la presidente Roberta Della Casa protagonista di un video selfie che ha scatenato le proteste dell'associazione 21 Luglio, quanto del Comune di Roma con la sindaca Raggi a rilanciare le immagini delle ruspe in azione. 

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Il video della presidente Della Casa nel giorno dello sgombero

Della Casa a RomaToday: "Bonifica sarebbe partita a breve"

E proprio Roberta Della Casa, intervistata da RomaToday, conferma la mancata bonifica "alla quale però mancavano pochi giorni", dice. "Come municipio", racconta la presidente del IV municipio, "abbiamo stanziato i fondi per lo sgombero al quale è seguito il sequestro dell'area. Erano necessari ulteriori soldi per la bonifica che quindi non è stata contestuale. Stanziamenti che avevamo trovato e che, con una determina, stavamo trasformando in un intervento concreto". La bonifica, con poco meno di 200.000 euro sul piatto per rimuovere i resti delle baracche e bonificare il terreno, doveva partire, secondo Della Casa, dopo i ponti di questi giorni. "Qualcuno però ha fatto prima di noi. Ha pensato bene di fare il giustiziere della notte e di dare fuoco ai rifiuti", continua la presidente che inquadra l'accaduto negli attacchi all'amministrazione. "E' chiaro che diamo fastidio. Quello di questa notte è solo l'ultimo episodio. Noi però non pieghiamo la testa: il nostro faro resta la legalità".

Video Agenzia Dire

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Cosa era stato trovato nell'area

Nell'area, come raccontavano la stessa Della Casa e la sindaca Raggi sono stati  "rinvenute tonnellate di guaine di cavi elettrici, molto probabilmente resti di furti di rame, e mini discariche di materiale edile. Le aree sono state poste sotto sequestro predisponendo nastri e new jersey per impedire nuovi accessi". Raggi, nel suo post, annunciava che "le bonifiche verranno svolte al più presto". 

L'ira dei residenti: "Basta sfilate"

Cosa è accaduto dallo sgombero del 6 febbraio? L'area, compresa tra le vie Collatina Vecchia, via del Flauto, via Grotta di Gregna e la Palmiro Togliatti, di proprietà comunale non è mai stata bonificata. "Anche dal treno", racconta un pendolare, "era possibile scorgere i resti delle baracche e dell'accampamento. Da settimane era così". Tante anche le segnalazioni dei residenti per la bonifica dell'area. 

"Prima, ma anche dopo lo sgombero abbiamo sollecitato la bonifica dell'area", spiega Roberto Torre cittadino di Tor Sapienza da anni attivo contro la piaga dei roghi tossici. "Sapevamo che spostando l'attenzione su via Salviati con l'arrivo dell'esercito, altre aree sarebbero state possibili oggetto di ritorsioni. Puntuale la nostra previsione si è avverata". 

Torre, come tanti cittadini delle zone vicine all'incendio, parla di "notte da incubo" e attacca: "Siamo stanchi della sfilata della modella che è in Campidoglio. Invece di ascoltarci viene a Pasqua, senza preavviso, a portare le colombe all'esercito, evitando con noi ogni tipo di confronto. Se ci avesse ascoltato quanto accaduto questa notte si sarebbe evitato". 

"La responsabilità di un'Amministrazione la cui azione genera odio verso gli ultimi e intossica i polmoni dei cittadini"

Sull'incendio è intervenuto anche il presidente dell'associazione 21 Luglio Carlo Stasolla: "Sopra ques'area, una discarica nella quale per anni si sono accumulati rifiuti scaricati da commercianti e imprese edili, per un paio di anni ha vissuto una piccola comunità di rom: venti persone tra cui cinque bambini. Poi lo sgombero forzato, con tanto di selfie della presidente del Municipio e video con colonna sonora della sindaca. Prima è stato colpito lo scarto umano, poi è stata la volta di quello materiale. E in mezzo la responsabilità di un'Amministrazione la cui azione genera odio verso gli ultimi e intossica i polmoni dei cittadini. Quando si è davvero bravi nell'essere incapaci!". 

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