Cronaca Casal de Pazzi / Via Raffaele Majetti

Rebibbia, detenuto dà fuoco alla sua cella: intossicata intera sezione del carcere

Il sindacato Sappe: "Evacuati nel cortile passeggi circa 20 detenuti in isolamento precauzionale COVID-19"

Incendio in una cella del carcere di Rebibbia. Lo denuncia il sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. E' accaduto lunedì 21 settembre nella casa circondariale di via Raffaele Majetti.

"Nel Reparto G12 di Rebibbia, un detenuto disabile (sordo muto), che aveva già creato problemi in tutti gli altri reparti del peitenziario, ha appiccato un incendio alla sua cella, intossicando l'intera sezione - spiega il segretario nazionale del sindacato dei baschi azzurri Maurizio Somma - . Per tale motivo sono stati evacuati nel cortile passeggi circa 20 detenuti in isolamento precauzionale COVID-19. Il detenuto in questione, in poco tempo, ha collezionato una serie di gravi eventi critici, tutti segnalati al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per un trasferimento ma continua a permanere inspiegabilmente a Rebibbia".

"Nessun detenuto o poliziotto intossicato, per fortuna, ma per spegnere il fuoco sono stati necessari 2 estintori e l'utilizzo massivo della manichetta. Il SAPPE - conclude Somma - ribadisce ancora una volta che l'attuale situazione in cui versa il carcere di Rebibbia a Roma è preoccupante e indispensabile appare un intervento dei competenti uffici dipartimentali atto a ristabilire un clima di serenità tra gli operatori scomparso da tempo”.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, evidenzia come nel carcere di Rebibbia si siano vissuti “momenti di grande tensione e pericolo, gestiti con grande coraggio e professionalità dai poliziotti penitenziari. Poteva essere una tragedia, sventata dal tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari di servizio nel Reparto e dal successivo impiego degli altri poliziotti penitenziari in servizio nel carcere. Quanto accaduto nel carcere di Rebibbia è sintomatico del fatto che le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti, ma è evidente che l’Amministrazione Penitenziaria deve trovare serie e urgenti soluzioni alla grave situazione riferita all’organico del Reparto di Polizia Penitenziaria del carcere di Rebibbia”.
 

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