Incendio Pomezia: tra malori e psicosi da amianto, via vai nei pronto soccorso

Continua a sollevarsi il fumo dalla Eco X di Pomezia. Oggi pomeriggio è previsto il primo sopralluogo nel sito di via Pontina Vecchia da parte dei tecnici del ministero dell'Ambiente

Foto Ansa

Nuovi focolai, fumo nero, vento, malori accusati e dubbi sulla presenza o meno di amianto. Un mix di informazioni, più o meno smentite, che stanno alimentando incertezze tra la cittadinanza di Pomezia, dei territori dei Castelli Romani e di tutto il litorale. L'incendio alla fabbrica Eco X non fa dormire sonni tranquilla e i residenti chiedono risposte. 

IL VENTO SPOSTA LA NUBE - La nube scura, cambiato il vento, ha invaso prima il piccolo comune e poi diverse zone dalla Capitale. Aria pesante e acre, poca gente a spasso, alcuni con mascherina, e odore di plastica bruciata avvertito addirittura fino a Civitavecchia.

Se da una parte il vento fa circolare l'aria, di contro le correnti di queste ore stanno portando fumi ovunque. Inoltre, la temperatura più bassa dei fumi dell'incendio evita il raggiungimento di alte quote, il che porta gli stessi a permanere entro un raggio relativamente ristretto per poi ricadere sui terreni.

FILE AI PRONTO SOCCORSO - Poi ci sono i primi malori. Nessun dato ufficiale, ma comunque situazioni da monitorare. Un contadino si è sentito male mentre si trovava nei suoi campi non distanti dalla Eco X. Due commesse dall'outlet di Castel Romano, secondo quanto riferito dai sindacati, hanno accusato nausea e bruciori di stomaco tanto che oggi è stato indetto uno "sciopero ad oltranza".

Poi in tanti hanno accusato difficoltà respiratorie, bruciore a gola ed occhi anche. Così è iniziato il via vai ai pronto soccorsi dell'ospedale Sant'Anna di Pomezia, del San Giuseppe di Albano Laziale, del Colombo di Velletri e dal Grassi di Ostia. Situazioni su cui la Asl ancora non prende una posizione. Insomma nulla che sia, ufficialmente, riconducibile all'emergenza in corso.

TUTTI CON LE MASCHERINE - Nel frattempo le farmacie a sud di Roma sono state assaltate, tutti a chiedere le mascherine e le scorte ormai sono terminate. "Arriveranno lunedì quando saremo tutti morti intossicati", dice un residente di Pomezia.

"Alle 5 di mattina l'odore era intollerabile - racconta il titolare di un bar che oggi ha preferito tenere il locale chiuso - l'aria era così irrespirabile che ho avuto bruciori di stomaco". Tappati in casa gli abitanti di Pomezia hanno tempestato il centralino del comando dei vigili urbani per chiedere informazioni.

LA QUESTIONE AMIANTO -  Oggi pomeriggio è previsto il primo sopralluogo nel sito di via Pontina Vecchia da parte dei tecnici del ministero dell'Ambiente, insieme alle autorità regionali di controllo ambientale. Nel frattempo si attendono i risultati dei campionamenti effettuati da Arpa Lazio, quantomeno per capire se, come ha dichiarato la Asl venerdì pomeriggio, tra i materiali bruciati ci sia davvero dell'amianto.

Eventualità che la Eco X smentisce: "Escludo che nel nostro stabilimento ci fossero rifiuti pericolosi. Come si può vedere ci sono cassette della frutta, sedie e niente di pericoloso. Noi ritiriamo i rifiuti dai centri commerciali ed è assolutamente falso che ci sia amianto sul tetto visto che è di cemento".

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