Parco di Centocelle, rogo a ridosso degli sfasci: "Ennesima tragedia sfiorata"

Sul posto Vigili del Fuoco e Protezione civile

Foto di A. Moriconi

Fumo e fiamme questa mattina nel parco di Centocelle. Protezione civile e Vigili del fuoco sono stati impegnati a spegnare un rogo partito dall'area dell'ex campo rom Casilino 900, sul lato di viale Palmiro Togliatti. Da tempo micro insediamenti di famiglie hanno ripopolato la zona con tende e baracche di fortuna. Stando alle testimonianze dei residenti, le fiamme sarebbero divampate proprio dal prato occupato, dove spesso vengono incendiati rifiuti. 

Vigili del fuoco e Protezione civile sono stati aiutati nello spegnimento anche dai militari dell'ex aeronautica, che hanno fornito un'autobotte. Per fortuna gli sfasciacarrozze a ridosso delle baracche non sono stati toccati dalle fiamme. Altrimenti si sarebbero potute verificare pericolose esplosioni, data la presenza di materiali infiammabili e pezzi di motori. 

L'incendio non è certo il primo della stagione. L'area è tristemente nota per la frequenza con cui si sprigionano roghi tossici, specie nell'area degli autodemolitori. L'ultimo tre giorni fa. "Si sfiora ogni volta la tragedia - denunciano gli esponenti del comitato Pac (Parco Archeologico di Centocelle) Libero - gli autodemolitori, non sia mai prendessero fuoco, sono bombe ambientali. Fumi carichi di diossina si riverserebbero sui quasi 500.000 romani dei quartieri limitrofi". 

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E proprio il caso degli sfasciacarrozze è tornato al centro della cronaca per la decisione annunciata dalla sindaca Raggi di imporre la chiusura a quelli all'interno del parco, riconoscendo finalmente il valore dei vincoli presenti sull'area. Ma le proteste dei titolari sono in corso, anche perché l'amministrazione non ha parlato al contempo di delocalizzazione. Serve individuare nuove aree per il trasferimento, perché a quanto risulta allo stesso dipartimento Ambiente gran parte di quelle fuori dal Gra inserite in un'apposita delibera dell'ex giunta Marino, non sono più disponibili. E il trasferimento è imposto, trattandosi di attività di pubblica utilità, da un Accordo di programma tra Regione e Comune degli anni '90, ancora in vigore. 

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