Carcere Rebibbia: "Detenuto incendia materasso e aggredisce tre agenti"

Lo rendono noto i sindacati Osapp e Sappe della Polizia Penitenziaria

Il carcere romano di Rebibbia (Immagine di repertorio

Ha prima incendiato il materasso della cella e poi si è scagliato contro tre agenti della penitenziaria costringendoli alle cure mediche. E' accaduto nel carcere romano di Rebibbia nella giornata di martedì 18 giugno. Lo rendono noto i sindacati Osapp e Sappe della Polizia Penitenziaria. 

Come informa Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: "Ieri pomeriggio nella Casa circondariale nuovo complesso di Rebibbia, all’interno della sezione detentiva G12, si è consumata l’ennesima intollerabile aggressione a personale di Polizia Penitenziaria.  Protagonista un detenuto italiano,  già allontanato dal carcere di Campobasso per un'analoga aggressione ad altri Agenti. A Rebibbia un poliziotto penitenziario è finito in ospedale con due dita fratturate, il responsabile del Reparto detentivo con un occhio nero ed un altro collega con dei graffi sul braccio procurati da una forchetta in uso. Ai poliziotti penitenziari rivolgiamo la nostra solidarietà e vicinanza, ma questa ennesima aggressione che si registra in un carcere del Lazio dovrebbe fare seriamente riflettere sulla necessità di adottare opportuni provvedimenti per scongiurare ulteriori fatti violenti contro poliziotti penitenziari".

Sui fatti ha espresso il proprio pensiero anche Leo Beneduci, segretario genarale dell'Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria). "Continua purtroppo lo stillicidio delle aggressioni nelle carceri italiane: sono innumerevoli gli episodi di aggressioni ingiustificate verso gli agenti che operano nelle sezioni detentive. Da tempo sottolineamo ed evidenziamo questa criticità senza che ancora dal dipartimento siano state emanate direttive chiare sul contrasto del fenomeno. Le recenti disposizioni dell'amministrazione penitenziaria tenderebbero a non risolvere il problema degli atti di aggressione contro agenti della Penitenziaria". 

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E’ senza appello la denuncia del SAPPE, per voce del Segretario Generale Donato Capece: "Il sistema penitenziario, per adulti e minori, si sta sgretolando ogni giorno di più. Lo diciamo da tempo, inascoltati: la sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto, dall’aver tolto le sentinelle della Polizia Penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, dalla mancanza di personale, dal mancato finanziamento per i servizi anti intrusione e anti scavalcamento. E la sfrontatezza di taluni detenuti, sempre più protagonisti di violenze contro i poliziotti penitenziari, è intollerabile ed andrebbe punita con fermezza e decisione". 
 

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