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Incendio deposito di pneumatici, per la polizia locale il rogo è doloso: indagini in corso

L'indagine dei caschi bianchi si è concentrata anche sull'estrazione delle immagini dal sistema di videosorveglianza a circuito chiuso

Secondo la Polizia Locale di Ardea l'incendio nel deposito di pneumatici usati in via Valle Caia è doloso. Il rogo nell'area (8 siti industriali di cui 6 utilizzati quali depositi di pneumatici) secondo quanto si apprende "sembrerebbe essere di natura dolosa a causa delle diverse zone interessate che appaiono tutte distanti tra loro, fatto questo che escluderebbe la natura accidentale del rogo".

La Polizia Locale di Ardea ha depositato questa mattina presso la Procura della Repubblica di Velletri, la prima parte degli accertamenti eseguiti sull'incendio dei cinque capannoni industriali di Via di Valle Caia ad Ardea utilizzati per lo più quali depositi di peneumatici e veicoli.

I primi accertamenti fanno ritenere l'incendio di natura dolosa, gli uomini diretti dal Comandante di Polizia Locale di Ardea, Sergio Ierace, che senza sosta stanno svolgendo tutti gli accertamenti del caso, in collaborazione con i carabinieri della tenenza di Ardea e della compagnia di Anzio, hanno raccolto elementi che non lascerebbero dubbi sulla natura dei fatti.

"L'incendio, per quanto accertato, appare essere verosimilmente di natura dolosa. Diverse infatti sono le zone interessate dalla fiamme, tutte  distanti tra loro, individuate all'interno del primo stabile incendiato di circa 700 mq, fatto questo che esclude la natura accidentale del rogo poiché appare ipoteticamente difficile immaginare che cause accidentali si siano innescate contemporaneamente in punti diversi e distanti tra loro. Le attività di ricognizione eseguite sul posto hanno inoltre dato la possibilità agli agenti intervenuti di verificare l’esistenza nel sito di un impianto di video sorveglianza in uso ad alcune attività commerciali presenti, le cui registrazioni sono state immediatamente acquisite. L'area era stata in passato già oggetto di sequestro da parte dei carabinieri, nonché oggetto di altre indagini, all'epoca comunicate alla Procura della Repubblica di Velletri, dalle quali era emersa la presenza sul posto di diverse attività di apparente stoccaggio di rifiuti e/o materiali a questi assimilabili".  

"L'indagine dei caschi bianchi rutuli si è al momento concentrata non solo sull'identificazione dei soggetti che presenti sul posto hanno potuto fornire dichiarazioni ora al vaglio, ma anche sull’estrazione delle immagini dal sistema di videosorveglianza a circuito chiuso presente, acquisite dall’impianto del compendio immobiliare sopra descritto. Dall’estrapolazione di dette  immagini si sono potuti notare diversi elementi ritenuti degni di approfondimento, non solo al fine di individuare dettagli utili all'accertamento dei fatti in questione, ma anche ad individuare soggetti che in prossimità di quegli orari abbiano visto e sentito qualcosa".

A bruciare più di 8mila pneumatici, stoccati in una sola delle cinque attività presenti in un'area di seimila metri quadrati, composta da sei capannoni usati come depositi ora sotto sequestro.

"L'area in questione è stata sottoposta a sequestro non solo al fine di mantenere lo stato dei luoghi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, ma anche al fine di garantire la prosecuzione delle indagini in atto che andranno in tutte le direzioni, non ultimo sulla natura delle autorizzazioni rilasciate che hanno permesso la presenza di quelle attività della medesima natura in uno spazio commerciale così concentrato, ciò al fine di verificare inoltre la presenza o meno di impianti antincendio all'interno dei siti in questione che, se funzionanti, avrebbero potuto evitare l'accaduto".

Nel frattempo l'Agenzia Regionale Protezione Ambientale del Lazio ha reso  noto di aver posizionato, intorno alle ore 13 di giovedì, un campionatore per il monitoraggio della qualità dell'aria a circa 200 metri dall'area dell'incendio.

 Il primo campione è stato gia prelevato e sarà analizzato dai laboratori della struttura, specializzato per le analisi su diossine, IPA e PCB. Gli esiti saranno pubblicati sul sito appena disponibili e daranno la misura del danno ambientale già ipotizzato ed al vaglio dell'A.G. di Velletri procedente.

Articolo aggiornato alle 13:18 del 22 agosto

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