Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca Anzio

Chiosco sul lungomare distrutto da una molotov artigianale: tre arresti. E le indagini continuano

I carabinieri indagano per capire se gli incendi (ce ne sono stati due) abbiano un legame con l'omicidio di Leonardo Muratovic

Il giallo resta. Perché il chiosco della Bodeguita, locale sul lungomare del comune di Anzio, è stato dato alle fiamme? Il movente ancora manca, ma i carabinieri - che continuano a investigare - hanno assestato un primo colpo.

Un 39enne originario dei Castelli Romani e una coppia, un 34enne e una 30enne, residenti ad Aprilia - in provincia di Latina - sono stati arrestati per incendio doloso in concorso, violazione dei sigilli, fabbricazione e detenzione di ordigno incendiario, nonché esplosione di ordigni. I tre sono accusati di aver appiccato il rogo con una molotov lo scorso 22 giugno che ha distrutto la struttura. Quello è stato il secondo incendio in pochi giorni nel locale.

Lo scenario

Per raccontare questa vicenda, tuttavia, va prima fatto un passo indietro. Nella notte tra il 19 e il 20 giugno un altro attentato incendiario aveva infatti colpito il chiosco. Anche in quel caso la matrice dolosa era stata chiara fin da subito con il rinvenimento di tracce di benzina trovate dai vigili del fuoco, ma la mano che ha agito quella notte ancora non è stata resa nota.

Ma c'è di più. La Bodeguita Beach era stata chiusa la scorsa estate in quanto al centro di una inchiesta della procura di Velletri in seguito all'omicidio del 25enne Leonardo Muratovic. Il pugile venne infatti ucciso con un'arma da taglio. Per la morte del ragazzo vennero arrestati tre ragazzi. 

Muratovic era di Aprilia, come due dei tre ragazzi arrestati dai carabinieri. Che tra i due fatti ci sia un collegamento? Al momento chi indaga non lo esclude, così come non viene scartata l'ipotesi di una ritorsione per motivi economici. 

Le indagini e l'arresto

I carabinieri di Anzio e la procura di Velletri - quest'ultima indaga anche sul caso Muratovic - analizzando e confrontando i filmati di diversi sistemi di videosorveglianza, sono riusciti dapprima a risalire all'auto utilizzata dalla coppia di Aprilia lo scorso 22 giugno e, successivamente, a sequestrare indumenti compatibili con quelli utilizzati dagli autori del reato.

Le ulteriori attività basate sullo studio dei tabulati telefonici e delle celle radio base, nonché analisi dei cellulari sequestrati agli indagati, hanno consentito di individuare un terzo uomo, gravemente indiziato di aver predisposto l'ordigno incendiario utilizzato, ossia una molotov. Decisivi sono stati due video, uno relativo al sopralluogo effettuato poche dopo ore l'incendio e uno riguardante l'ordigno incendiario.

All'alba del 2agosto, i carabinieri di Anzio hanno eseguito l'ordinanza nel territorio di Aprilia, dove tutti gli interessati erano temporaneamente domiciliati. Al termine degli atti di rito, i due uomini sono stati tradotti presso la casa circondariale di Velletri e la donna presso il carcere di Rebibbia.

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