Incendi all'Appio Claudio, 6 cassonetti distrutti in 20 minuti: individuato un piromane

I carabinieri di Cinecittà, dopo una breve indagine, hanno denunciato un 57enne che, già dal 2014, era stato sia denunciato che arrestato per una serie di reati simili

Foto di Emanuela Mancini

Una serie di incendi in 20 minuti, dalle 16:30 alle 16:50. Una scia di fuoco che, nel pomeriggio di domenica 21 giugno, ha coinvolto sei contenitori Ama, distrutti, in largo Appio Claudio, viale Anicio Gallo e via Caio Canuleio dove, in questo caso, anche un'auto parcheggiata è stata mangiata dalle fiamme. Incendi che hanno coinvolto anche via Sinopoli, nella zona di Capannelle.

Cassonetti incendiati: denunciato piromane

Scene che, lungo la Tuscolana, si sono viste e riviste nell'ultima settimana dove sono stati incendiati 29 cassonetti Ama ai quali si sono aggiunti anche altri contenitori dei rifiuti distrutti a Ostia. Questa volta, però, le indagini sono state veloci. I carabinieri della stazione di Cinecittà, allertati dai residenti del VII Municipio, hanno individuato il presunto responsabile dei roghi. 

L'uomo, un 57enne romano ma residente ad Anzio, è stato bloccato perché ritenuto il possibile piromane degli incendio del 21 giugno. Denunciato, è accusato di danneggiamento a seguito di incendio. Già nel 2014, secondo quanto emerso, il 57enne era stato denunciato e arrestato per reati simili: incendi che, anche in quel caso, distrussero contenitori Ama. 

Le reazioni dei politici

Anche in questa circostanza, come successo nella settimana passata, non sono mancate le reazioni politiche. Daniele Diaco, presidente Commissione Ambiente di Roma Capitale, non ha dubbi: "Qualcuno sta cercando di ostacolare o di fermare questa Amministrazione, è evidente, ma noi non ci fermeremo. Mi viene in mente solo una parola, vergogna".

Secondo il presidente della Commissione Commercio in Campidoglio Andrea Coia, invece, ad essere sotto attacco è il VII Municipio: "Che sia la mafia dei rifiuti o che siano solo dei decerebrati questi individui vanno assicurati alla giustizia. Molti cassonetti bruciati in poco tempo in modo sistematico fanno propendere per la prima ipotesi, Ci vogliono punizioni esemplari e non un ridicolo daspo per chi rischia di causare una strage". 

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