Cronaca

Inail condannata a riconoscere malattie causate da amianto a ex lavoratori di Cotral e Alitalia

La sentenza della corte di appello riguarda due ex dipendenti. L'osservatorio nazionale amianto: "Ora dovranno indennizzare i lavoratori per inabilità permanente"

Sono stati esposti ad amianto per circa dieci anni e adesso la corte di appello di Roma ha deciso di condannare l'Inail a corrispondere a due lavoratori, ex dipendenti di Cotral e di Alitalia, un indennizzo per inabilità permanente, a causa proprio delle malattie professionali con cui convivono ormai da anni, rispettivamente placche pleuriche e asbestosi, entrambe causate dall'esposizione all'amianto.

I due lavoratori "sono stati esposti alla fibra killer", ha spiegato l'osservatorio nazionale amianto (Ona). L'ex dipendente di Cotral ha lavorato come manovale addetto alla pulizia delle stazioni e dei locali tecnologici dal 1981 al 1989, provvedendo alla pulizia dei treni, alla manutenzione dei ceppi dei treni e alla pulizia dei relativi pezzi e dal 1989 al 1999 ha svolto mansioni di manovratore presso l'impianto di Magliana e di Piramide.

Secondi i giudici l'uomo è stato "esposto all'amianto in modo significativo per circa 1920 giorni". Nella sentenza si legge, come ha testimoniato un collega, che i lavoratori all'epoca non avevano "mascherine e guanti". Come ha confermato anche un secondo dipendente. 

"La causa è vinta anche nei confronti dell'Inps e che ora dovrà rivalutare la pensione, con il 50% con riferimento ai periodi 1981/1989. Si fa presente, quindi, che per il resto dei suoi giorni, e anche in favore della moglie, verrà calcolata questa maggiorazione del rateo Inps - ha spiegato a RomaToday l'avvocato Ezio Bonanni, legale dei due operai e presidente di Ona - Oltre all'indennizzo Inail che si potrà valutare nell'importo di circa 15.000 euro, l'ex lavoratore avrà diritto al risarcimento del danno a carico di Cotral, che verrà citata in giudizio, per il risarcimento del danno appunto. Inoltre ci sarà il prepensionamento amianto, e cioè l'anticipazione della pensione e l'importo più alto, per almeno il 50%, riferito agli anni dal 1981 al 1989, oltre ai 4 anni di prepensionamento".

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La vicenda ha riguardato anche un altro lavoratore, lui dipendente dell'Alitalia dal luglio del 1995 e sino all'ottobre del 2014 che ha prestato servizio presso l'aeroporto di Fiumicino dove si occupava della gestione di tutte le operazioni di sottobordo all'aeromobile, oltre che di supporto all'attività di trasporto aereo.

"L'Inail, purtroppo, continua ostinatamente a negare il diritto delle vittime di patologie asbesto-correlate, che debbono rivolgersi alla magistratura per ottenerne la tutela, al fine di veder riconosciuti i propri diritti - ha concluso l'avvocato Bonanni -. Ci auspichiamo che adesso l'ente proceda al pagamento delle spettanze nei termini più brevi". Il riconoscimento, secondo One, è arrivato infatti "dopo diversi rigetti dell'Inail delle domande presentate perché fosse riconosciuta la malattia professionale".

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