Cronaca

Pilotava il fallimento di società del settore alimentare, arrestato imprenditore

Le indagini della Guardia di Finanza hanno accertato un accumulo di 2,5 milioni di euro di debito verso l'Erario

E' accusato di aver pilotato il fallimento di società del settore alimentare l'imprenditore romano arrestato stamattina dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma. Il fermo nell'ambito di indagini coordinate dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dal GIP presso il Tribunale di Roma nei confronti di un imprenditore romano indagato per il reato di bancarotta fraudolenta a seguito del fallimento di una società operante nel settore della grande distribuzione di prodotti alimentari.

Le indagini hanno consentito di dimostrare che l'uomo, benché non rivestisse alcuna carica all’interno della società fallita, ne era il reale “dominus” e, come tale, in concorso con l’amministratore unico, ha messo in atto una strategia criminosa volta a massimizzare i profitti della gestione dei punti vendita alimentari. 

In particolare, il soggetto oggi tratto in arresto non ha mai onorato i debiti fiscali e contributivi e ha occultato le scritture contabili della società, al fine di impedire agli organi inquirenti la ricostruzione del volume d’affari e della consistenza del patrimonio sociale.

Di fatto, attraverso la fittizia interposizione di un “prestanome” a lui fedele, il professionista ha gestito numerosi supermercati con contratti di affitto d’azienda, accumulando in pochi mesi un debito verso l’Erario di circa 2,5 milioni di euro. L'uomo era già stato al centro di un'altra indagine condotta dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma per i reati di bancarotta fraudolenta e ricorso abusivo al credito, avente ad oggetto il fallimento di una società operante all’interno del “Mattatoio” della capitale, che riforniva di carne molti supermercati sul territorio nazionale.

Tali investigazioni, concluse nel 2015, avevano consentito di accertare una distrazione di beni per un valore di circa 4 milioni di euro e debiti societari mai onorati, contratti nei confronti dell’Erario e di diversi istituti di credito, per un ammontare complessivo di circa 6 milioni di euro. All’esito dell’indagine tali investigazioni erano stati arrestati due stretti collaboratori dell'imprenditore e sequestrati numerosi beni strumentali, tra cui 18 automezzi di notevole valore.

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