Torrino: imprenditore sequestrato e seviziato da banda di picchiatori, 8 arresti

Il gruppo assoldato da tre persone al fine di estorcere denaro alla vittima mediante un sistema di recupero crediti a tassi usurai per conto terzi. Tra di loro Tamara Pisnoli, ex moglie del calciatore Daniele De Rossi

E' stato sequestrato, picchiato, seviziato con un coltello e lasciato in strada nella zona del Trullo in stato confusionale. A compiere le violenze nei confronti di un imprenditore romano 36enne, una banda di 'picchiatori', assoldata da tre persone al fine di far cadere la vittima, già gravata dal restituire un prestito da 100mila euro riscosso con tassi usurai, in un ulteriore vortice di recupero credito.

ORDINANZE CUSTODIA CAUTELARE - Una 'spedizione punitiva' smascherata dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma che questa notte hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 8 persone. Tra di loro Tamara Pisnoli, 31enne romana ed ex moglie del calciatore dell'As Roma Daniele De Rossi.

LA VITTIMA - La vittima è un imprenditore romano di 36 anni, titolare di una società operante nel settore dello sviluppo, progettazione, realizzazione e gestione di impianti fotovoltaici. L’indagine è scaturita dalla denuncia contro ignoti per sequestro di persona a scopo di estorsione, presentata dall’imprenditore il 20 luglio 2013 presso il Nucleo Investigativo di via in Selci.

SEQUESTRATO ALL'EUR - Appena dimesso dall’ospedale dove era stato ricoverato per lesioni varie, l’uomo denunciava ai Carabinieri che la sera del 17 luglio 2013, mentre si trovava in un bar di viale Città d’Europa, nella zona dell'Eur, dove aveva un appuntamento con un amico, era stato prelevato da persone a lui sconosciute, che lo avevano caricato a bordo di un’autovettura e condotto in un appartamento poco distante.

SEVIZIATO COL COLTELLO - La vittima era stata quindi condotta in un appartamento poco distante nella zona del Torrino, dove i malviventi lo avevano trattenuto per ore, malmenandolo e seviziandolo con un coltello, procurandogli ferite da taglio sul cuoio capelluto al fine di indurlo a consegnare 200 mila euro. Dopo alcune ore, i sequestratori lo rapinavano dell’orologio Rolex e di 900 euro in contanti, e lo rilasciavano, abbandonandolo in strada, in zona Trullo. L’uomo veniva quindi soccorso e ricoverato in ospedale, riportando una prognosi di 30 giorni per le fratture e ferite patite.

RETICENZE DELLA VITTIMA - Le successive indagini dei Carabinieri di via in Selci hanno consentito di identificare gli autori dell’efferata azione criminosa e di ricostruire, nonostante la reticenza della vittima che ha più volte negato di conoscere i suoi aggressori, le circostanze che avevano generato il violento episodio. In particolare, i Carabinieri hanno ricostruito che il sequestro e la spedizione punitiva era stata organizzata al fine di attuare un recupero crediti per conto terzi, inducendo in tal modo, con violenza e minacce, l’uomo a restituire dei soldi pretesi.

FRATELLI USURAI - I mandanti dell’azione criminosa sono stati identificati in due fratelli di 37 e 30 anni, entrambi con precedenti di polizia, i quali avevano precedentemente prestato 100 mila euro alla vittima, applicando interessi usurari che avevano fatto lievitare esponenzialmente il  debito. Prima del sequestro, sottoposto in più circostanze a minacce e percosse ad opera di tre uomini, un 38enne e due 33enni, l’uomo aveva già pagato, in 6 mesi, 343 mila euro in restituzione del prestito e della quota interessi,  ma ciò non era ritenuto sufficiente dai due usurai che pretendevano il pagamento di ulteriori 86 mila euro

TERZA MANDANTE - Un’altra mandante del pestaggio è stata identificata appunto in Tamara Pisnoli, la quale in passato aveva acquistato dalla vittima una licenza per la produzione di energia elettrica mediante impianti fotovoltaici, pagandola 80 mila euro che ora pretendeva di ottenere indietro con gli interessi (150 mila euro), essendo venuto meno il suo progetto di impresa nel settore energetico.

SEQUESTRATO AL TORRINO - Teatro del sequestro, proprio l’abitazione della donna, sita in un lussuoso condominio del Torrino, dove la vittima era stata condotta e seviziata dai suoi sequestratori, quattro pregiudicati, tra cui i due già citati 33enni ed altri due uomini di 46 e 34 anni, assoldati e usati come “picchiatori” dai tre mandanti.

REATI CONTESTATI - Con la misura cautelare eseguita nel corso della notte, il GIP ha riconosciuto la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico delle 8 persone coinvolte nella vicenda, tutti italiani, non riconoscendo la sussistenza del reato di sequestro di persona, ma contestando i reati di estorsione aggravata, lesioni personali, rapina e usura e disponendo il carcere per 6 persone e gli arresti domiciliari per due di loro.

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