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Cronaca

Caccia all'uomo che ha ucciso il militare a Roma: l'identikit del sospettato finisce anche sui social

Gli agenti della squadra mobile non escludono alcuna pista, e in queste ore stanno parlando con molte persone proprio per cercare di ottenere più informazioni possibili

La sua foto è ovunque. Attraverso i canali ufficiali la questura di Roma non l'ha diffusa, eppure le foto segnaletiche dell'uomo ricercato per essere il sospetto omicida del militare Danilo Salvatore Lucente Pipitone già da ieri sono state diffuse. Immagini che ritraggono il volto di M.A., tunisino di 33 anni, di profilo e in posizione frontale. La barba folta, i capelli con la riga di lato e neri. 

Dalle analisi delle telecamere e dalle prime testimonianze ci sarebbero pochi dubbi. È lui, arrivato in Italia con il sogno di diventare calciatore, l'uomo ricercato per aver aggredito a morte Pipitone. Le banche dati degli investigatori hanno puntato dritto su quell'uomo, già con precedenti per spaccio di droga e violenza sessuale. M.A. è stato detenuto fino al 4 aprile 2018 per spaccio di sostanze stupefacenti. L'ultimo atto presso l’Ufficio Immigrazione di Roma risale al 2013.

Poi, un fantasma. Sarebbe lui, secondo la squadra mobile di Roma, il principale sospettato per l'omicidio avvenuto in via dei Sesami, vicino a un cassonetto giallo, quello per la raccolta dei vestiti. Gli agenti stanno braccando il giovane nordafricano, che però potrebbe aver tentato la fuga sotto falso nome. Non è escluso neanche che abbia lasciato Roma.

Il punto sulle indagini

Il cerchio sulla vicenda, e forse anche sul movente dell'omicidio, potrebbe quindi chiudersi a breve, poche ore dopo la morte di Pipitone. Il 44enne, che lavorava come infermiere all'ospedale militare del Celio, era stato ricoverato in gravissime condizioni al policlinico Umberto I dopo che alcuni passanti avevano allertato le forze dell'ordine: i sanitari lo avevano trovato con un taglio al sopracciglio e un profondo colpo dietro la nuca. Ferite che gli sono state fatali. 

Pipitone è stato aggredito mentre andava a riprendere la sua auto, nel quartiere periferico di Centocelle a sud di Roma, in via dei Sesami, in una zona troppo spesso in preda a bande di spacciatori e prostitute.

Le ipotesi

L'ipotesi della rapina, visto che la vittima quando è stata soccorsa aveva ancora con sé denaro e il cellulare, si allontana. Mentre, nelle ultime ore, prende corpo quella di una discussione per un posteggio. Un parcheggio che M.A. avrebbe rivendicato come "suo". I dubbi restano, anche perché in quella zona di spaccio e prostituzione, Pipitone non ci vive. Lui era di stanza alla Cecchignola, lontano dalla Togliatti. 

Chi lo ha pestato a morte sarebbe comunque fuggito su una Fiat 500 Abarth noleggiata e secondo gli investigatori si tratterebbe di M.A., l'uomo la cui foto è ovunque.  

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Cosa si sa del sospettato

La squadra mobile lo sta cercando. Il trentatrenne era arrivato in Italia con la promessa di un contratto da calciatore. Doveva giocare a Bologna. Una carriera stroncata sul nascere per via dei documenti non regolari. Poi la vita vissuta di espedienti e i guai con la legge. Prima un'accusa di violenza sessuale e rapina alle prostitute in zona San Giovanni, a Roma, nel 2015 (da cui è stato assolto), poi i guai per droga e ricettazione che lo portano prima nel carcere di Regina Coeli, poi in quello di Rieti fino al 2018. Quindi la serie di alias e ora il sospetto di aver ucciso un militare dell'esercito. 

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