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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Cronaca

Caso Omerovic, il poliziotto ai domiciliari respinge le accuse e attacca un collega

Davanti al gip, Pellegrini ha scaricato la colpa sul suo collega accusandolo di aver fornito "dichiarazioni non veritiere" e che fosse lui il più vicino ad Hasib quando è caduto

Andrea Pellegrini, l'agente di polizia del commissariato di Primavalle finito ai domiciliari con l'accusa di tortura per la vicenda di Hasib Omerovic il 36enne precipitato dalla finestra il 25 luglio scorso, ha respinto ogni accusa. E, inoltre, avrebbe anche puntato il dito contro un collega del commissariato di Primavalle che ha collaborato alle indagini.

È quanto emerso nell'interrogatorio di garanzia che si è svolto questa mattina a piazzale Clodio e durato quasi due ore. Pellegrini ha risposto alle domande del gip e ha negato qualsiasi forma di violenza, schiaffi o polsi legati, spiegano gli avvocati Eugenio Pini e Remo Pannain difensori del poliziotto, respingendo quindi le contestazioni che gli vengono mosse.

Pellegrini, come si apprende dai suoi difensori, che gran parte delle dichiarazioni fatte dal suo collega del distretto di Primavalle non sarebbero veritiere. Pellegrini, secondo quanto hanno spiegato i legali, inoltre avrebbe fornito anche un elemento di fatto diverso spiegando che quando Hasib è caduto dalla finestra, il più poliziotto più vicino, pur stando in un'altra stanza, era proprio il suo collega di Primavalle.

Questa mattina oltre a Pellegrini sono comparsi davanti al gip anche gli altri due poliziotti, presenti il 25 luglio scorso nell'abitazione di Hasib Omerovic, e ora accusati di falso. La misura il poliziotto è stata disposta mercoledì scorso dopo l'inchiesta della Procura di Roma, coordinata dal procuratore aggiunto Michele Prestipino e dal pm Stefano Luciani.

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