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Michele Prestipino nel corso della conferenza stampa (foto Ansa Massimo Percossi)

Michele Prestipino nel corso della conferenza stampa (foto Ansa Massimo Percossi)

Grande Raccordo Criminale, Prestipino: "Organizzazione multilivello che non ha eguali in Italia"

Il Procuratore aggiunto della DDA: "Operazione che permette di squarciare il velo rispetto al traffico di stupefacenti sulla piazza di Roma"

Un nuovo e complesso sistema di spaccio su Roma. Una organizzazione multilivello che non ha eguali in Italia composta da broker, intermediari, garanti, fiduciari, batterie di picchiatori, riscossori dei crediti e gestori delle piazze di spaccio, attraverso le quali si alimentava il 'sistema' della vendita al dettaglio sino all'acquisto della singola dose da parte del consumatore di turno.

E' quanto emerge dall'Operazione Grande Raccordo Criminale che ha portato la Guardia di Finanza di Roma ad arrestre 51 persone appartenenti ad una organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti (cocaina ed hashish in primis) fra Lazio, Sicilia e Calabria

"Si tratta di un gruppo che non ha eguali in altre città italiane, un gruppo che operava a Roma nord e che coinvolge criminalità sportiva, politica e narcotraffico. Tutto ruotava attorno a Fabrizio Piscitelli". Le parole del procuratore aggiunto della DDA facente funzioni di Roma Michele Prestipino nel corso della conferenza stampa che ha portato all'arresto da parte del Comando Provinciale della Guardia di Finanza e degli uomini del GICO delle 51 persone che approviggionavano la Capitale di cocaina, hashish e marijuana. 

"Per l'approvvigionamento di droga sono coinvolti soggetti in contatto con clan di 'ndrangheta. Soggetti che controllano la rete dei grandi grossisti. Tra questi spicca il nome di Piscitelli - ha spiegato ancora il Procuratore Aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia  - che era indagato prima di essere ucciso. C'erano soggetti che gli erano più vicini e altri che svolgevano attività di garanzia".

A capo del sodalizio, oltre al Diabolik degli Irriducibili Lazio, Fabrizio Fabietti, per loro due, e ad altri sei indagati "la procura ha chiesto" l'aggravante del metodo mafioso. Il Gip tuttavia l'ha esclusa "reputando impropri i richiami al 'capitale criminale acquisiti' a giustificazione della ritenuta esistenza della contestata aggravante"*. 

"Questa operazione - ha spiegato ancora Michele Prestipino - ci permette di squarciare il velo rispetto al traffico di stupefacenti sulla piazza di Roma. Si tratta di un'indagine trasversale multilivelli che ci permette di ricostruire in modo verticale come funziona lo spaccio in una piazza come Roma".

"C'è una vera attività di brokeraggio nel mercato della droga - ha spiegato ancora - costituita da coloro che hanno i contatti per l'importazione della droga e tengono i rapporti con i grandi grossisti e a loro volta con le principali piazze di spaccio di Roma".

VIDEO | Grande Raccordo Criminale: il bltiz della Finanza 

A garantire la pax criminale fra le varie organizzazioni che si spartivano la torta del traffico di droga sulla Città Eterna Fabrizio Piscitelli.  Secondo quanto emerso dalle indagini Diabolik poteva contare su amicizie tra cui quella del camorrista Michele Senese detto "o Pazz".

Fabrizio Fabietti si colloca, invece, sulla scena criminale come broker del narcotraffico capitolino, dotato di qualificate relazioni sia sul fronte degli approvvigionamenti di droga, risultando in affari con soggetti contigui a organizzazioni di matrice mafiosa, la cosca di 'ndrangheta Bellocco, con i fratelli Emanuele e Leopoldo Cosentino, entrambi destinatari del provvedimento cautelare, sia rispetto a un nutrito "portafoglio clienti".

Aspetto questo che indica come "per il narcotraffico su Roma c'è spazio per tutti - ha concluso Prestipino - con camorra e ndrangheta che operano sulle piazze di spaccio in una sorta di leale concorrenza". 

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