Cronaca

"Nostro figlio è in fin di vita a Cuba, condannato per tre spinelli"

Di seguito l'appello dei genitori di Giulio Brusadelli, ragazzo romano di 34 anni ricoverato in un ospedale psichiatrico a Cuba, dopo un periodo di detenzione nel carcere Aguadores di Santiago

Il figlio è ricoverato in un ospedale psichiatrico a Cuba, dopo un periodo di detenzione nel carcere Aguadores di Santiago perché lo scorso 3 marzo la polizia lo ha trovato con 3,5 grammi di marijuana in tasca, l'equivalente di 3-4 spinelli.

Pubblichiamo la lettera dei genitori di Giulio Brusadelli, ragazzo romano di 34 anni, indirizzata al senatore Luigi Manconi, presidente dell'associazione "A buon diritto".

Gentile senatore Manconi,

siamo i genitori di Giulio Brusadelli e le scriviamo da Cuba. Ieri, 28 agosto, abbiamo incontrato nostro figlio nel reparto psichiatrico dell’ospedale “Juan Bruno Zayas” vicino a Santiago, dove si trova recluso e piantonato. Giulio era in stato catatonico, visibilmente prostrato e depresso, dimagrito in maniera impressionante rispetto al suo peso abituale, incapace di pronunciare parola e di riconoscere i propri genitori. E noi stessi faticavamo a riconoscere lui. Nostro figlio soffre da vent’anni di una sindrome bipolare, maniaco-depressiva, ma mai c’era accaduto di vederlo in una simile condizione. Fino a qualche giorno fa, si trovava detenuto nel carcere della città di Santiago, dopo essere stato arrestato perché trovato in possesso di 3,5 grammi di marijuana; e dopo essere stato condannato a quattro anni per un “traffico” del quale non risulta alcuna prova. Giulio ha commesso un errore ma non può certo, per questo motivo, rischiare di morire. E oggi, dopo averlo visto con i nostri occhi in quello stato, temiamo che ciò possa accadere.

Il nostro è un grido di aiuto che rivolgiamo a lei e alle autorità italiane affinché si chieda con urgenza al governo cubano un atto di clemenza per ragioni umanitarie: così che nostro figlio possa tornare immediatamente in Italia, essere adeguatamente curato e scontare la sua pena nel nostro paese. Prima che sia troppo tardi.

Paolo e Patrizia Brusadelli

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