Noia e voglia di festa: così i giovani romani hanno deciso di dire basta alle restrizioni

Coprifuoco, locali e quartieri della movida inaccessibili. Numerosi i casi in città di ragazzi inosservanti alle regole imposte dal Coronavirus, molti dei quali con risvolti violenti

Risse, assembramenti, feste. Trasgressioni diventate quotidianità negli ultimi giorni a Roma e finite ora sui social, ora negli interventi di polizia, carabinieri o vigili urbani. Dalla maxi rissa al Pincio (la più evidente e sfacciata), alle feste negli appartamenti, sino agli assembramenti per gli aperitivi senza mascherine, negli ultimi giorni sembrano saltati i freni e le paure del contagio. Fatti che parlano da soli: i ragazzi non ce la fanno più e cercano “emozioni” alternative, molte volte mettendo a repentaglio la loro e la altrui incolumità. Protagonisti in negativo adolescenti, o ragazzi poco più che ventenni in cerca di valvole di sfogo per poter sopperire alla chiusura di licei, cinema, locali, pub, discoteche, stadi e piazze della movida, ovvero al coprifuoco ed alle restrizioni imposte dal Dpcm per contenere il contagio del Coronavirus. 

La rissa al Pincio

A determinare le violenze e la voglia di trasgredire (che c’erano anche quando il Covid19 non si sapesse nemmeno cosa fosse), la noia, la voglia di fare festa. Particolarmente emblematica della situazione che si è venuta a creare è la rissa al Pincio di sabato pomeriggio. Un “appuntamento” con una scazzottata ingigantito dai video che con il passare delle ore hanno cominciato a rimbalzare su organi di informazione e piattaforme social anche indicando la presenza di “morti” e “feriti gravi”. “Una punta al Pincio” che qualcuno ha organizzato. Ed è proprio questo l’aspetto sul quale gli inquirenti e la Prefettura vorrebbero fare luce, chi questo appuntamento in piena emergenza pandemia lo ha organizzato e perché.

Festa nella casa vacanze a piazza Navona

Ma se su i fatti del Pincio sono ancora in corso accertamenti, concrete sono state le denunce per assembramenti e feste non autorizzate. Come quelle fatte a 14 ragazzi, tra cui 2 minorenni, sorpresi in una casa vacanze in zona Piazza Navona. Disturbo della quiete pubblica, schiamazzi, musica ad alto volume in piena notte e mancato rispetto delle prescrizioni su distanziamento sociale e uso delle mascherine: all’arrivo delle pattuglie della Polizia Locale di Roma Capitale del I Gruppo Trevi diretti dal dottor Maurizio Magi, i giovani hanno tentato di nascondersi all'interno di armadi, sotto i letti o sul balcone, ma sono stati tutti individuati e identificati.

Festa Erasmus a piazza Bologna

Voglia di fare festa che hanno interrotto invece i carabinieri intervenuti in zona piazza Bologna. Troppi rumori e, soprattutto, troppo giovani. Arrivati in via Sambucuccio d'Alando, i militari della Compagnia Roma Parioli si sono trovati di fronte a 34 studenti assembrati in 70 metri quadri per una festa Erasmus. La festa privata organizzata da un gruppo studenti che frequentano diverse università di Roma e di varie facoltà, era stata fatta per festeggiare il compleanno di una ragazza spagnola.

I carabinieri della Compagnia Parioli hanno così identificato tutti i presenti, ben 34 ragazzi di varie nazionalità (in maggioranza spagnoli) che sono stati tutti sanzionati per la violazione della normativa per contenere il contagio da Covid19.

Assembramenti all’Eur

Assembramenti che si sono visti anche all'Eur con i carabinieri che hanno sorpreso circa 500 ragazzi in viale Europa, circa 1500 nella vicina piazza Santi Pietro e Paolo e altri mille al Quadrato della Concordia. All'arrivo dei militari dell'Arma i ragazzi assembrati in strada si sono dispersi dandosi alla fuga. Anche in questo caso non è escluso che alla base dell'assembramento possa esserci stata una rissa. 

Aperitivo senza mascherine ai Parioli

Voglia di stare insieme interrotta dall’intervento delle forze dell’ordine che nei quartieri della Roma bene si è tramutata anche in un’aggressione ad un agente della Polizia Locale. Ad essere intolleranti alla richiesta dei vigili di indossare le mascherine mentre facevano un aperitivo in un locale di viale Parioli un gruppo di una ventina di ragazzi. Che dopo aver aggredito verbalmente i ‘caschi bianchi’ ne hanno aggredito uno, costringendolo poi alle cure dell’ospedale. Una ventina di ragazzi poco più che ventenni, poi identificati e denunciati dalle altre pattuglie della Polizia Locale accorse in aiuto ai colleghi aggrediti. 

Mancato rispetto delle regole accentuato ancora di più dall’emergenza Coronavirus con il timore che episodi e interventi del genere, anche in vista delle festività natalizie, possano ripetersi nei prossimi fine settimana. Per questo dalla Prefettura fanno sapere che  il fenomeno sarà attentamente monitorato perché "pur trattandosi per lo più di ragazzi minorenni, che si sono dati appuntamento via social, l'evento resta comunque molto grave".

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